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ANCORA PAKISTANI ORCHI IN EMILIA: MIGRANTE METTE INCINTA LA FIGLIA 12ENNE

ANCORA PAKISTANI ORCHI IN EMILIA: MIGRANTE METTE INCINTA LA FIGLIA 12ENNE

I pakistani sono una vera e propria emergenza nazionale. La loro ‘cultura’ è incompatibile con la loro presenza sul suolo italiano:

“E’ stato mio padre”. Pakistano, a Imola da diversi anni, sulla trentina. Si tratteggia così l’identikit dell’immigrato che ha violentato la figlia minorenne, mettendola addirittura incinta.

Il pakistano, ora, è in carcere alla Dozza, con l’accusa di violenza sessuale. Cronaca da brividi da una zona isolata della periferia.

Tutto comincia per Fatima (nome di fantasia, ndr), con nausee, continui malesseri a scuola e sintomi compatibili con una gravidanza, anche se ha solo 12 anni, almeno sulla carta. In realtà ne avrebbe circa 15.

Le indagini del commissariato di polizia partono da una corsa al pronto soccorso: quando la bambina, che in realtà, dopo un esame osseo si è scoperto dovrebbe avere intorno ai 15 anni, si è presentata lo scorso 15 gennaio all’ospedale Santa Maria della Scaletta, accompagnata dal padre. Poi la conferma degli esami: la giovane è risultata “essere incinta” come riferisce il dirigente del commissariato, Michele Pascarella.

“E’ stato un cugino di 15 anni ospite da noi nel periodo del concempimento”, racconta l’uomo. Il padre è infatti l’unico a sapere l’italiano, in una famiglia in cui – secondo il commissariato di polizia – , l’età di nessun membro corrisponde probabilmente a quella reale”. Gli investigatori hanno però immediatamente svolto una serie di accertamenti per ricostruire con esattezza i fatti. A cominciare da un’audizione protetta di Fatima, durante la quale, la quindicenne, avrebbe indicato come responsabile dei fatti proprio il padre.

Le successive indagini hanno “dimostrato la responsabilità dell’uomo”, nei cui confronti il pm Giampiero Nascimbeni ha chiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ormai lo scorso maggio. Una stretta ulteriore al Tribunale del riesame dopo che, in un primo momento, da parte del Gip era stato chiesto un semplice decreto di allontanamento.

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