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Arcivescovo: Papa Francesco è uno ‘zelante cooperatore’ del complotto globalista del ‘Grande Reset’ (Video)

Arcivescovo: Papa Francesco è uno ‘zelante cooperatore’ del complotto globalista del ‘Grande Reset’ (Video)

Il papa “non è uno spettatore neutrale”, dice l’arcivescovo Carlo Maria Vigano. Piuttosto, è un “cooperatore zelante”.

Papa Francesco partecipa attivamente a un potente complotto globalista, afferma l’arcivescovo Carlo Maria Vigano in un’intervista a Robert Moynihan, fondatore e caporedattore della rivista Inside the Vatican.

Il “Grande Reset” e la “Quarta Rivoluzione Industriale”, come concepito da Klaus Schwab del World Economic Forum, è un insidioso tentativo “di ridurre drasticamente la popolazione globale, smantellare il libero mercato e cancellare tutti i confini.

Il papa, all’anno Jorge Mario Bergoglio, non è “uno spettatore neutrale” nella trama globalista, dichiara l’arcivescovo italiano. Piuttosto, è un “cooperatore zelante”. Ma purtroppo, il World Economic Forum non è l’unica organizzazione insidiosa, spiega il vescovo.

Dice in parte:

Poco importa se i cooperatori di questo piano sono aziende farmaceutiche o dell’alta finanza, organizzazioni filantropiche o sette massoniche, fazioni politiche o media corrotti: tutti, consapevoli o meno, collaborano all’opera del Diavolo.

L’intera intervista:

Di seguito la traduzione dell’intervista:

Ciao, sono Robert Moynihan. Sono un giornalista americano. Mi occupo del Vaticano da 30 anni; il pontificato di Giovanni Paolo II, la sua contesa con l’Unione Sovietica, la sua battaglia sulla cultura, l’elezione di Papa Benedetto, il suo pontificato e poi l’elezione di Papa Francesco e questi ultimi otto anni. Ho molti contatti e amici diversi nella chiesa e tra loro c’è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. L’ho conosciuto molti anni fa. Ma negli ultimi tre anni, questo arcivescovo, un arcivescovo italiano che ora ha 80 anni, è diventato forse la figura più controversa nella Chiesa cattolica romana. Per questo motivo, trovo imperativo capire come questo alto funzionario della Chiesa possa essere diventato un critico così profondo non solo della corruzione nella Chiesa ma anche della confusione dottrinale, dell’intero pontificato di Papa Francesco e infine, negli ultimi mesi, una critica anche degli sviluppi secolari, del virus, dei vaccini, il piano globale per un’unica comunità globale. E ha superato la sua tradizionale area di competenza per diventare una delle voci nel mondo di oggi che è più convincente, più controversa e più interessante nel capire dove siamo in questo momento nel 2021 dopo l’anno e mezzo del virus e dopo molti decenni di modernità hanno cambiato non solo la Chiesa cattolica ma anche le chiese protestanti anche l’ebraismo anche l’islam. Quindi ora abbiamo un’intervista di ampio respiro con questo arcivescovo italiano molto controverso e molto interessante, Carlo Maria Viganò.

Domanda numero 1: Arcivescovo Viganò, molto bello rivederla e molto contento che lei sia disposto a rispondere alle nostre domande. La grande domanda ha due parti, è il mondo ed è la chiesa. Stiamo guardando a una pandemia globale e a un movimento globale verso un nuovo ordine mondiale e stiamo anche guardando la chiesa in confusione, in divisione, preoccupata di come reagisce a questo nuovo ordine mondiale, sia che stia rompendo con la sua tradizione o mantenendosi sorredo alla sua tradizione. E hai commenti da fare e approfondimenti su entrambe queste domande, l’attuale pandemia e l’attuale crisi nella Chiesa cattolica romana. Quindi cosa pensa dell’attuale pandemia e dell’attuale confusione e crisi nella Chiesa cattolica sotto la guida di Papa Francesco?

Ora mi sembra chiaro che siamo di fronte a un assedio sia sul fronte sociale che su quello religioso. La cosiddetta pandemia di emergenza è stata utilizzata come falso pretesto per imporre la vaccinazione e il pass verde in molte nazioni del mondo, in modo simultaneo e coordinato. Allo stesso tempo, sull’altro fronte, non solo le autorità ecclesiastiche non condannano minimamente l’abuso di potere da parte di coloro che governano la cosa pubblica, ma le sostengono in questo piano malvagio e arrivano a condannare coloro che non accettano di essere sottoposti a inoculazione con un siero genetico sperimentale con effetti collaterali sconosciuti che non impartisce alcuna immunità dal virus – per non parlare del implicazioni morali legate alla presenza di materiale genetico derivato da feti abortiti, che per un cattolico è di per sé un motivo più che sufficiente per rifiutare il vaccino.

Siamo in guerra: una guerra che non si dichiara apertamente, che non si combatte con armi convenzionali, ma una guerra lo stesso, in cui ci sono aggressori e aggressi, carnefici e vittime, tribunali canguro e prigionieri; una guerra in cui la violenza è usata in forme apparentemente legali per violare i diritti dei cittadini e dei credenti. È una guerra epocale che è preludio alla fine dei tempi e alla grande apostasia di cui parla la Sacra Scrittura.

Domanda numero 2: Arcivescovo, lei ha parlato in termini molto severi di una guerra non dichiarata, e ha parlato di gravi pericoli, ma ha sottolineato che vede un tipo di coordinamento tra i globalisti, come possiamo chiamarli, gli architetti di questo nuovo ordine mondiale e la Chiesa cattolica con Papa Francesco. Come possiamo spiegare quella che sembra essere una nuova alleanza?

L’alleanza non è tra Stato e Chiesa, ma tra lo Stato profondo e la Chiesa profonda, cioè le componenti degenerate presenti all’interno di ciascuno.

Lo Stato ha come fine il bonum commune,rispetto sia alla legge naturale che alla legge divina e positiva. La Chiesa ha come fine la salus animarum,rispetto all’immutabile insegnamento di Cristo. È ovvio che i governanti non perseguono il bene comune quando espongono una popolazione a sperimentazioni senza basi scientifiche, anche di fronte all’evidenza dell’inefficacia del vaccino e del danno che provoca a coloro che lo hanno ricevuto. Ed è altrettanto ovvio che la Gerarchia ecclesiastica, in quanto si presta a sostenere questo massacro pianificato a livello globale, è complice di un crimine contro l’umanità e ancor più di un gravissimo peccato contro Dio. Il Sinedrio bergogliano è chiaramente parte integrante del piano del Grande Reset: da un lato perché persegue fini che non hanno nulla a che fare con lo scopo della Chiesa cattolica, e dall’altro perché spera che la sua complicità possa portarle una sorta di vantaggio politico ed economico in vista del nuovo ordine.

Questa complicità criminale è sotto gli occhio di tutti, ed è ulteriormente dimostrata dall’ossessiva campagna vaccinale di Bergoglio, che per mezzo di ricatto morale vuole imporre a tutti l’inoculazione con un siero genetico sperimentale. Nei giorni scorsi si è spinto fino a coinvolgere in questa vergognosa propagandacardinali e vescovi del Nord e del Sud America, tra cui l’arcivescovo Gomez di Los Angeles, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Anche loro sono responsabili di un grave crimine contro l’umanità. Una così scandalosa sottomissione dei prelati all’agenda globalista infernale è stata superata solo dalle recenti invettive eretiche dello stesso Bergoglio.

Domanda numero 3: Lei ci sta dicendo che la Chiesa ha fatto una vergognosa alleanza con persone i cui obiettivi non sono gli stessi degli obiettivi cristiani tradizionali. Quale prezzo, secondo te, sta pagando la Chiesa per fare questa scelta? Perché sta facendo questa scelta?

La schiavitù della Santa Sede e di tutte le sue entità periferiche alla narrazione della pandemia è il pretium sanguinis di uno scandaloso tradimento, che vede la gerarchia ecclesiastica – con alcune eccezioni – del tutto parte integrante del piano globalista dell’élite, e non solo sulla questione sanitaria ma anche e soprattutto su ciò che riguarda il Grande Reset e l’intera struttura ideologica su cui si basa. Per fare questo, la gerarchia ha dovuto apostasiare la dottrina, rinnegare Cristo e disonorare la Sua Chiesa.

L’ecologismo malthusiano, l’ecumenismo irenico (cioè un preludio alla costituzione della religione universale), la “quarta rivoluzione” teorizzata da Klaus Schwab e dalle famiglie della finanza internazionale, trovano in Bergoglio non uno spettatore neutrale – che sarebbe già una cosa inaudita – ma in realtà uno zelante cooperatore, che abusa della propria autorità morale per sostenere ad extra [al di fuori della Chiesa] il progetto di dissoluzione della società tradizionale, mentre ad intra [all’interno della Chiesa] persegue il progetto della demolizione della Chiesa al fine di sostituirla con un’organizzazione filantropica di ispirazione massonica. Ed è scandaloso, oltre che fonte di grande dolore, vedere che di fronte a questa strage spietata e crudele la maggioranza dei Vescovi tace, o meglio si allinea obbedientemente per paura, interesse personale o cecità ideologica.

D’altra parte, la Gerarchia di oggi proviene dalla scuola conciliare ed è stata formata e scelta in vista di questa evoluzione. Oltre all’Episcopato, tutti gli Ordini religiosi, le Università e le istituzioni cattoliche sono stati occupati dopo il Concilio da quinte colonne che hanno formato generazioni di clero, politici, intellettuali, imprenditori, banchieri, professori e giornalisti, indottrinandoli all’ideologia progressista. E proprio come la sinistra ha fatto nella sfera politica e culturale, così all’interno della Chiesa gli Innovatori hanno ostracizzato ogni voce di dissenso, cacciato coloro che non sono allineati ed espulso coloro che resistono.

La persecuzione a cui stiamo assistendo oggi non è diversa da quella dei decenni passati, ma ora è stata estesa alle masse, mentre in precedenza si concentrava sugli individui e sulla classe dominante. Questo vale sia per il mondo civile che per quello ecclesiastico – confermando il pactum sceleris [cospirazione criminale] tra lo stato profondo e la chiesa profonda. Mi sembra che in questa congiura il ruolo dei gesuiti sia stato decisivo, e non è un caso che per la prima volta nella storia un religioso della Compagnia di Gesù sieda sul Trono di Pietro, in violazione della Regola stabilita da Sant’Ignazio di Loyola.

Domanda numero 4: Secondo lei come si inserisce il recente decreto papale, Traditionis Custodes,i Guardiani della Tradizione, in ciò che sta accadendo a livello globale? In altre parole, Papa Francesco il 16 luglio ha emesso un decreto sorprendente e inaspettato che annulla la millenaria, vecchia liturgia della Chiesa dicendo, ora dobbiamo avere una sola liturgia, quella che è stata scritta e introdotta nel 1960. Molti cattolici avevano il cuore spezzato perché hanno un profondo legame con la vecchia liturgia. Lei crede che ci sia una connessione tra questa decisione di Papa Francesco e la preparazione della Chiesa ad allearsi a questo nuovo ordine globale nel Grande Reset. Puoi spiegare in che modo le preghiere nella Chiesa sono legate al Grande Reset?

La decisione di abolire la liturgia tradizionale – che è stata restituita alla Chiesa da Benedetto XVI nel 2007 – non è un episodio isolato e deve essere contestualizzata in una prospettiva più ampia. Bergoglio agisce su due fronti: uno ideologico, con il quale vuole impedire qualsiasi espressione di dissenso rispetto al fallimento del nuovo cammino conciliare; e anche uno spirituale, volto a impedire la propagazione del bene oggettivo del Santo Sacrificio della Messa al fine di favorire coloro che vedono in quella Messa un terribile ostacolo all’istituzione del Nuovo Ordine – Novus Ordo Sæculorum – cioè il regno dell’Anticristo.

Non è possibile credere che Bergoglio non comprenda chiaramente le conseguenze derivanti dalla sua decisione, o che non si renda conto che privare la Chiesa della Messa apostolica è un aiuto ai nemici di Cristo e al demone stesso. È come se un comandante di una divisione in piena battaglia ordinasse ai suoi soldati di combattere contro i carri armati usando fionde, deponendo le armi più efficaci che consentirebbero la vittoria sull’avversario.

Sono convinto che i fedeli, numerosi sacerdoti e alcuni Vescovi stiano cominciando a capire che la questione della Messa tradizionale non è semplicemente una semplice differenza di opinione in materia liturgica, e per questo si chiedono come sia possibile che Bergoglio mostri tanta furia contro un rito sacrosanto che ha più di mille anni, a meno che non veda in esso una minaccia alla realizzazione del piano globalista che sostiene. Per grazia di Dio, il destino della Chiesa non è nelle mani dell’argentino, sulle cui spoglie già aleggiano gli avvoltoi vaticani.

Domanda numero 5: Arcivescovo Viganò, lei ci sta dicendo che la decisione di cambiare la liturgia e di abolire la vecchia liturgia ha qualcosa a che fare con questa crisi generale e con il Nuovo Ordine Mondiale. Quale dovrebbe essere la reazione delle persone nella Chiesa a ciò che sta accadendo mentre la Chiesa sembra sempre più adattarsi a un piano organizzato da persone al di fuori della Chiesa?

Ci troviamo intrappolati in un vicolo cieco, un vicolo cieco, dal quale non possiamo sfuggire finché non lo riconosciamo per quello che è. Se pensiamo che la crisi attuale possa essere risolta rivolgendoci all’autorità civile o religiosa, come se fossimo in condizioni di relativa normalità, continuiamo a non capire che la responsabilità di questa crisi risiede proprio in un tradimento compiuto da chi detiene l’autorità. Non possiamo chiedere giustizia per un torto che abbiamo subito se il giudice che dovrebbe condannare coloro che violano i nostri diritti è loro complice. Non possiamo rivolgerci ai politici, aspettandoci che revochino la violazione delle nostre libertà fondamentali, se sono proprio loro a votare per queste violazioni nei parlamenti perché obbediscono a chi li paga o li ricatta. E non possiamo chiedere ai Vescovi – e ancor meno alla Santa Sede – di proteggere i diritti dei fedeli, quando i Vescovi e il Vaticano considerano la nostra richiesta come una minaccia al potere che detengono e all’ideologia fallimentare che difendono.

Domanda numero 6: Lei ha parlato della sensazione che siamo in un vicolo cieco, in un vicolo cieco, sia nella Chiesa che nel mondo. Lei ha descritto un tipo di alleanza tra la Chiesa profonda e lo Stato profondo che ritiene non sia in linea con l’insegnamento cristiano tradizionale o con il desiderio tradizionale di libertà dei popoli liberi dell’Occidente democratico. Ma se stai predicando questo vicolo cieco o impasse, cosa stai suggerendo alla gente? Stai suggerendo qualche tipo di disobbedienza o qualche tipo di ribellione?

I cattolici sono naturalmente orientati verso l’ordine, verso il rispetto dell’autorità e della gerarchia, perché questo ordine e autorità emanano dalla sapienza di Dio e sono necessari per il governo sia degli affari pubblici che della Chiesa.

Ma proprio perché l’autorità degli uomini viene da Dio, i cattolici – come tutti i cittadini in generale – non possono accettare l’usurpazione dell’autorità da parte di coloro che si prelevano obiettivi opposti alle ragioni stesse per le quali tale autorità è costituita. Il Signore ha posto a capo della Chiesa il Successore del Principe degli Apostoli, designandolo come suo Vicario, perché pascoli le pecore che gli ha affidato, non perché le disperda, altrimenti avrebbe scelto Giuda e non San Pietro. Allo stesso modo, l’autorità dei governanti temporali trova la sua legittimazione nel buon governo, non nel rendere i cittadini schiavi e costringerli a fare il male, impedendo loro di perseguire la fine prossima di una vita onesta e la fine finale della salvezza eterna. Se l’autorità viene meno ai suoi doveri, e persino li tradisce e li sovverte, non ha più il diritto di esigere l’obbedienza dei suoi sudditi.

L’obbedienza, che è una virtù legata alla Giustizia, non consiste in un’acriminata sottomissione al potere, perché così facendo degenera in servilismo e complicità con chi fa il male. Nessuno può imporre l’obbedienza a ordini intrinsecamente malvagi, o riconoscere l’autorità in coloro che ne abusano per indulgere al male. Così coloro che resistono a un ordine illegittimo apparentemente disobbediscono a colui che lo dà, ma obbediscono a Dio, il cui potere è tuttavia esercitato dall’autorità vicaria contro il suo scopo, cioè contro Dio stesso.

Domanda numero 7: Eccellenza, Lei ha parlato della distinzione tra autorità legittima e autorità illegittima, tra comandi legittimi a cui dovremmo obbedire e comandi illegittimi a cui non dovremmo obbedire e resistere. Ma come possiamo distinguerli? Non è vero che San Paolo nella sua lettera ai Romani parlava molto chiaramente della necessità per i cristiani di obbedire alle autorità costituite. Che ne dite?

San Paolo era cittadino romano, e come tale aveva davanti a sé l’esempio di un potere regolato da leggi che in seguito costituirono la base per il diritto delle nazioni occidentali e che furono adottate anche dalla Chiesa. L’autorità che ci governa oggi, invece, ha cancellato millenni di civiltà greco-romana e cristiana, riportandoci alla barbarie degli assiri, all’assenza di leggi e principi assoluti a cui anche l’autorità stessa è tenuta a conformarsi. Coloro che detengono il potere si presentano come rappresentanti del popolo, ma di fatto agiscono contro il popolo, senza alcun vincolo, senza limiti né dall’alto – poiché hanno cancellato l’origine divina del potere di coloro che governano – né dal basso, poiché non consentono ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti a meno che non siano certi di poter manipolare il voto a proprio vantaggio.

Vorrei sottolineare questa barabarizzazione della legge, che a mio avviso è la causa della crisi di autorità, della sua perversione e della sua sfacciata arroganza. Questi tiranni, barricati nei loro palazzi sorvegliati da guardie armate, si comportano come Sennacherib, deificando l’autorità in se stessi, in un delirio di onnipotenza garantito loro dalla disponibilità di mezzi finanziari, politici e mediatici.

E ciò che ci lascia sconcertanti è che le masse si lasciano tirannizzare, proprio in un’epoca che ha fatto della Rivoluzione uno dei temi chiave della modernità, al punto da introdurne i principi proprio nei sacri recinti con il Vaticano II. In una prospettiva autenticamente cattolica, tuttavia, il caos si manifesta sia nella ribellione contro la buona autorità sia nell’obbedienza servile all’autorità malvagia, in una sovversione che oggi abbiamo proprio davanti agli occhi che ci lascia increduli nella sua anacronistica arroganza.

Domanda numero 8: Quindi, quello che stai davvero dicendo è che potrebbero esserci due tipi di caos. Uno è un tipo di sottomissione servile a comandi illegittimi e l’altro sarebbe un tipo di disobbedienza rinnegata ai comandi legittimi. Come si fa a distinguere tra queste due cose? E quando distinguiamo tra i due, cosa possiamo fare per resistere agli abusi?

In ambito civile, è necessario rifiutare qualsiasi cooperazione con l’attuale narrativa pandemica e con l’emergenza climatica che potrebbe presto sostituirla. Ignorare le norme illegittime o che espongono i cittadini a rischi concreti per la loro salute è moralmente lecito e in determinate circostanze è addirittura un dovere. In nessun modo si può mettere a repentaglio la propria vita e la propria salute e quella dei proprio figli, nemmeno di fronte alla minaccia di ritorsioni; perché in quel caso la nostra partecipazione ci renderebbe colpevoli davanti a Dio e meritevoli delle sue punizioni. Non possiamo in alcun modo accettare la somministrazione di sieri genetici sperimentali, nel corso della cui produzione i bambini sono stati uccisi nel terzo mese di gravidanza: il loro sangue cadrebbe su chi li produce, così come su chi li impone, e su chi li riceve. In nessun caso dovrebbe essere tollerato che una pseudo-pandemia, le cui vittime sono meno numerose delle vittime dei presunti vaccini, diventi un alibi per imporre controlli e limitazioni alle libertà naturali e ai diritti civili. E se i media, schiavi del potere e complici di questa cospirazione, censurano ogni voce dissenziente, questo dovrebbe convincerci che la società distopica descritta da Orwell si sta ora realizzando seguendo un copione preciso, sotto un’unica direzione. L’ho denunciato nel mio Appello l’anno scorso, e nessuno che lo rilegge oggi può accusarmi di aver suonato allarmi ingiustificati.

Non dimentichiamo che dal 2010 la Fondazione Rockefeller ha previsto quattro scenari per questi anni, uno dei quali è stata la pandemia”lockstep”. Sono state studiate roadmap per tutti questi scenari, ed è inquietante vedere come quello relativo alla pandemia si sia sostanzialmente rivelato come previsto (vedi Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale, qui). Le migliaia di incendi appiccati in tutto il mondo nei giorni scorsi stanno fornendo ai media mainstream il pretesto per gridare all’emergenza climatica, in nome della quale ci stanno già avvertendo che dovremo prepararci a nuovi lockdown e nuove forme di limitazione delle nostre libertà e dei nostri diritti. Ma poi ci sarà l’attacco informatico globale o la crisi economica, che sono già stati studiati e pianificati, e di cui possiamo osservare i primi segni. Tutte queste strategie hanno come obiettivo l’attacco all’individuo – isolato e attaccato nella sua emotività, nei suoi ritmi quotidiani, nel suo lavoro – e attaccano anche le masse in modo indifferenziato e anonimo.

Chi dissente, cioè chi non accetta di essere trasformato in cavie e di vedere la popolazione mondiale decimata trasformandola in una massa di malati cronici, deve capire che la disobbedienza è necessaria tanto quanto lo era ai tempi di altre dittature del secolo scorso, e ancor più. È sconcertante che, dopo aver costruito la retorica del secondo dopoguerra sull’antinazismo, nessuno sembri riconoscere che la stessa discriminazione che ha reso possibili i campi di concentramento si ripresenti ora in una forma più spietata. Ci si chiede se i regimi totalitari del XX secolo non siano stati un esperimento preparatorio per ciò che sta accadendo oggi, a partire dallo Stato di Israele.

Domanda numero 9: Eccellenza, ancora una volta, lei sta parlando in termini molto drammatici di persone usate come cavie su esseri umani che diventano malati cronici a causa delle misure sanitarie adottate e ci chiede di resistere a quello che lei chiama un tipo di nuovo totalitarismo. Ma come potremmo davvero giuere a una conclusione unitaria sulla minaccia che affrontiamo con così tanta incapacità di comprendere i fatti veri e di sapere davvero qual è la nostra posizione? Cosa suggerisci?

Credo che sia importante aprire gli occhi delle persone, mostrando loro l’inganno che stiamo affrontando. È un inganno basato su false premesse,create ad arte e imposte in modo dogmatico, per legittimare false soluzioni che sono già state pianificate e implementate.

La pandemia aveva lo scopo di imporre un controllo sociale che in condizioni normali sarebbe stato respinto con disprezzo dalle masse, ma che, grazie al terrorismo mediatico e alla complicità di medici, politici, magistrati e forze dell’ordine, potrebbe essere introdotto in molte nazioni e persino nelle stesse istituzioni ecclesiastiche: a Santa Marta [la residenza dove vive Bergoglio] non si può mangiare alla mensa senza un pass verde, e in molte scuole e università cattoliche il vaccino è richiesto a tutto il personale e agli studenti. Presto ci chiederanno il passaporto del vaccino per viaggiare, entrare negli uffici pubblici, votare e andare in chiesa.

Voglio essere molto chiaro su questo punto: senza comprendere la dimensione del problema, senza riconoscerne gli autori e discernerne gli scopi, non saremo mai in grado di uscirne. Perché il Signore, per venire in nostro aiuto, vuole che riconosciamo il male che ci opprime e comprendiamo cosa lo provoca, per poter poi chiedergli perdono e fare penitenza. E la causa di questo inferno sulla terra è aver abbandonato Dio, averlo rinnegato nella sua Signoria temporale e spirituale, aver usurpato la corona per darla al Nemico. Quando capiremo che la società attuale, nel suo delirio di poter calpestare la Croce di Cristo, si è fatta schiava di Satana, solo allora potremo invocare la misericordia di Dio e implorare il suo intervento.

Domanda numero 10: Arcivescovo, lei sta abbozzando per noi un drammatico confronto tra il bene e il male. Stai parlando di Dio e del diavolo. Mi chiedevo se potessi entrare un po ‘più nei dettagli, invece di questo tipo di antagonisti generali su scala colossale. Che cosa potete vedere nella nostra storia, nei fatti reali degli ultimi anni, e anche negli ultimi secoli, che ci ha portato a questa guerra per il destino dell’umanità, l’identità dell’uomo, lo scopo della vita umana, e ci porta a questo netto contrasto che ci vedete affrontare oggi?

La risposta è troppo semplice. Prima di tutto, come cristiani, sappiamo che questa guerra epocale è condotta da Satana, il nemico dell’umanità. Dietro i lavoratori dell’iniquità c’è sempre e solo lui, un assassino fin dall’inizio. Poco importa se i cooperatori di questo piano sono aziende farmaceutiche o dell’alta finanza, organizzazioni filantropiche o sette massoniche, fazioni politiche o media corrotti: tutti, consapevoli o meno, collaborano all’opera del Diavolo.

Il peccato, la malattia e la morte sono il segno inconfondibile della sua opera. Peccato, malattia e morte – non come un male da guarire, ma come una risposta malvagia, come l’unico presunto rimedio per portare la vita e la salute materiale e spirituale degli uomini. Anzi, come normalità per chi non vive più nell’economia della Redenzione, ma nella schiavitù di Satana che vuole rendere irreversibili gli effetti del peccato originale e inefficace il Sacrificio di Cristo. Al punto che i sani sono arrivati ad essere considerati come potenziali malati, come diffusori di peste, come propagatori di morte; e viceversa, i vaccinati – che sono contagiosi – come le uniche persone presunte sane. Al punto che il clero stesso osa anteprimere la salute del corpo al dovere di amministrare i Sacramenti e celebrare la Messa: l’abietta vigliaccheria di molti sacerdoti e Vescovi, durante i recenti lockdown, ha portato alla luce un quadro desolato di timidezza, anzi di tradimento, e di una mancanza di fede tra i membri del clero che mostra, se mai ce ne fosse bisogno, le proporzioni dei danni causati dalla rivoluzione conciliare.

Perché questa è l’assurdità di ciò che vediamo accadere da un anno e mezzo: la risposta a un’influenza stagionale è consistita nel divieto di trattamenti efficaci e nell’imposizione di terapie sperimentali con nuove tecnologie geniche che, pur non curando le conseguenze del virus, causano modificazioni genetiche ed effetti collaterali, infarti e miocardite, decessi di persone altrimenti sane o che potrebbero riprendersi con i trattamenti disponibili. E a questo si aggiunge, come un rituale infernale, l’uso di un siero genetico fatto con feti abortiti, come per rinnovare i sacrifici umani dei pagani con un nuovo colpo di salute, propiziando il prossimo Nuovo Ordine con la vita degli innocenti. E mentre il Battesimo cristiano purifica l’anima dal peccato e ci rende figli di Dio nel suo carattere sacramentale, il battesimo satanico segna coloro che lo ricevono con il marchio della Bestia.

Come i cattolici possano sottoporsi al vaccino come una sorta di battesimo satanico senza alcuno scrupolo di coscienza rimane una domanda a cui bisogna dare una risposta. Certamente, decenni di sistematica cancellazione della Fede e della Morale nei fedeli, in nome di un dialogo con il mondo e con la modernità, hanno permesso alle anime di perdere ogni riferimento soprannaturale, lasciandosi offuscare da un sentimentalismo senza forma che non ha nulla di cattolico. La castrazione delle anime è avvenuta nel momento in cui il certamen cristiano [combattimento] contro il mondo, la carne e il diavolo è stato pervertito in una ritirata indecorosa, anzi in una vile diserzione. Un tempo soldati di Cristo, molti ora si trovavano ad essere cortigiani effeminati dell’avversario.

Domanda numero 11: Eccellenza, ancora una volta ci ha scioccato con il suo linguaggio polarizzante e i suoi toni scuri con riferimento ai terrificanti pericoli che vede di fronte a noi oggi, riferendosi alla castrazione, riferendosi all’avvelenamento con mezzi medici. Spostiamo un po’ la conversazione per guardare più da vicino la tua area di vera competenza, che è la vita della Chiesa. Lei era un importante funzionario vaticano. Lei è stato vicino a Papa Paolo VI, a Giovanni Paolo II, a Papa Benedetto e anche a Papa Francesco. Che cosa pensa sia successo alla Chiesa che ha posto la Chiesa oggi in una posizione così debole, rispetto alla sua tradizione e al mondo secolare in generale?

Il fumo di Satana è entrato nella Chiesa più di sessant’anni fa con il Concilio, e direi anche prima: la rivoluzione del Vaticano II è stata possibile perché preparata e organizzata nei minimi dettagli, per decenni, da traditori che si erano infiltrati nella Curia Romana, nelle diocesi, nelle università, nei seminari, negli ordini religiosi. Un’opera di infiltrazione che ha trovato i più alti livelli della Chiesa inerti e impreparati, inebriati dai venti di novità, inadeguati di fronte alle sfide della società moderna, affetti da un senso di inferiorità che li ha portati a credere di essere indietro con i tempi e fuori moda. E questo, dobbiamo riconoscerlo, trova la sua causa principale nella mancanza di una visione soprannaturale, nell’aver trascurato la vita di Grazia a beneficio di un attivismo dissipato, di un apostolato sterile proprio perché non alimentato dalla preghiera e non nutrito dalla Carità, che è l’amore di Dio.

La stessa cosa accade oggi, di fronte a un soprafforne pseudo-canonico con cui vengono imposte limitazioni illegittime a un rito che, pur considerando solo la sua antichità, è di per sé esente da ogni possibilità di abolizione.

Il problema della Chiesa conciliare – che come ho detto più volte si sovrappone alla Chiesa di Cristo mentre la luna copre il sole durante un’eclissi – è che ha voluto fare i conti con il mondo, quando il Vangelo ci insegna che il nostro destino è quello di essere odiati e perseguitati dal mondo: “Se il mondo vi odia, sappiate che mi ha odiato davanti a voi”(Gv 15,18). “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20). “Un discepolo non è superiore al maestro, né un servo superiore al suo Signore” (Mt 10,24). La Gerarchia conciliare ha ceduto alla tentazione di scegliere la via facile del dialogo, piuttosto che percorrere coraggiosamente la via della Croce, e questo l’ha portata a rinunciare all’annuncio del Vangelo, adulterandolo, adattandolo allo spirito del mondo. Non dimentichiamo che Satana è chiamato il “principe di questo mondo” da Nostro Signore (Gv 12,31 e 16,11).

Eppure, di fronte al colossale fallimento di questa presunta “primavera conciliare”, si insiste con ostinazione tetragonale su un percorso che si è rivelato suicida. Se il Vaticano II avesse almeno aumentato il numero dei fedeli, si potrebbe criticare il suo metodo ma almeno riconoscerne il beneficio numerico, se non qualitativo. Invece, la cosiddetta “apertura” del Concilio non ha convertito un solo fratello separato, causando l’abbandono di un numero esorbitante di fedeli. Chi rimane oggi nella Chiesa ha una conoscenza della Fede quasi sempre piena di lacune, incomplete ed erronee; la loro vita spirituale è povera se non del tutto assente; e lo stato di Grazia è annientato e trascurato.

Dov’è – mi chiedo – questo clamoroso successo del Vaticano II, in base al quale dovremmo continuare sulla strada intrapresa, dopo aver abbandonato la strada regale che i Romani Pontefici seguirono fino a Pio XII? Anche una valutazione umana sarebbe sufficiente per comprendere il fallimento dell’ideologia conciliare e la necessità di riparare l’errore commesso.

E dobbiamo chiederci – forse senza pietà, ma comunque onestamente e realisticamente – se il presunto rinnovamento non fosse altro che un pretesto, dietro il quale si nascondeva la lucida e maliziosa intenzione di distruggere la Chiesa di Cristo e sostituirla con una contraffazione: un’intenzione certamente non compresa o condivisa dalla maggioranza dei Vescovi, ma che emerge chiaramente ed evidentemente nell’azione di pochi traditori organizzati ed efficienti. Non è un caso che si parli della vecchia religione e della vecchia messa,in contrasto con la nuova religione conciliare e la nuova messa riformata. Quel solco, che hanno deliberatamente scavato usando il Concilio come vomere, oggi si rivela reale, come una discriminazione che separa ciò che è cattolico da ciò che non è più cattolico, chi è cattolico da chi non vuole più esserlo.

Domanda numero 12: Eccellenza, lei ci ha descritto ora un processo che dura da 60 anni, come lei dice, in cui la Chiesa ha affrontato un tipo di corruzione. Lei ha denunciato la corruzione sul piano morale, l’abuso dei bambini. Ciò che ora state denunciando è la corruzione sul piano dottrinale. Stai dicendo che c’è stato un tipo di allontanamento dall’insegnamento cristiano tradizionale negli ultimi 60 anni. Puoi spiegare ancora di più e in modo più dettagliato come ritieni che ciò sia accaduto e cosa si può fare al riguardo?

Eccellenza, quello che ci ha appena detto ancora una volta in termini molto duri è che qualcosa è successo nella Chiesa per modernizzarla e farla allontanare dalle sue tradizioni e lei pensa che questa sia una cosa molto terribile e pericolosa. La Chiesa cattolica ha tenuto un concilio, un concilio ecumenico, negli anni 1960, 1962-1965, quattro anni. Dopo il concilio, la Chiesa ha detto che ora abbiamo fatto passi importanti verso la modernizzazione della Chiesa, rendendo la Chiesa più attraente per l’uomo moderno. Ma voi credete che questo sia in qualche modo l’errore fondamentale di questo periodo storico. Per favore, dite al nostro pubblico cosa pensate sia successo al concilio e perché pensate che sia stato un tale errore per la Chiesa prendere quella strada e perché non è stato denunciato da altri ma solo da voi?

Il problema della Chiesa conciliare sta nell’aver fatto proprie le rivendicazioni rivoluzionarie, negando la regalità di Cristo e trasferendo – almeno a parole – la sovranità al popolo, a coloro che l’élite clericale ha convinto di poter scegliere quali verità rifiutare e quali nuovi dogmi inventare. E faccio notare che, esattamente come è accaduto nella cosa pubblica, così anche in ambito ecclesiale il potere è stato usurpato da nuove entità con finalità opposte a quelle per le quali è stabilita l’autorità; e sempre considerando il popolo come una massa da manipolare e sottomettere. Le modalità con cui è stata imposta la riforma liturgica non sono dissimili da quelle con cui il pass verde ci viene imposto oggi: sempre per il nostro bene, sempre perché c’è chi decide per noi, dicendoci sempre bugie per nascondere le sue vere intenzioni.

Se il loro vero scopo fosse stato il bene delle anime, avrebbero dovuto pentirsi fin dall’inizio, guardando con orrore al disastro che ha avuto luogo. Ma se lo scopo è veramente il disastro, si comprende l’odio e l’avversione per tutto ciò che cerca di limitarlo e riparare il danno. Visto in questa luce, perseverare diabolicum [persistere è diabolico]. E questo è vero sia per l’ostinazione nei riguardi del Consiglio, sia per l’ostinazione nei riguardi della farsa pandemica.

Domanda numero 13: Eccellenza, lei ci ha ora dato una visione revisionista degli ultimi 60 anni di storia cattolica. Ma ora mi piacerebbe spingere indietro l’orizzonte qui per un secolo o più. Quello che vorremmo davvero capire è la tua visione di dove proviene. E so, come abbiamo detto in altre occasioni, che hai una teoria precisa e ha a che fare con l’illuminazione, il declino dell’ancien regime, il vecchio regime in Europa che era stato vivo con la Chiesa, l’avvento della Rivoluzione francese e tutti i cambiamenti che hanno portato nel 19° secolo, la prima parte del 20° secolo che porta al concilio. Questa è la vostra, per così dire, la vostra storia di come la Chiesa è diventata moderna e, in un certo senso, a suo avviso post-cristiana dopo il Concilio Vaticano II. Ma cosa è successo prima? Puoi spiegare la tua visione dell’Illuminismo e del periodo post-Rivoluzione francese?

Eccellenza, molte, molte persone credono che l’Illuminismo abbia portato ad una grande apertura della mente umana. Sentono che è stato un meraviglioso progresso nella storia umana. Sono solo pochi che hanno critiche a quel periodo e lo basano su una base religiosa, come te. Ma puoi guidarci attraverso la tua comprensione di ciò che è accaduto nell’Illuminismo che ti fa considerare virtualmente un Endarkenment? Quali forze stavano giocando un ruolo? Mi avete parlato in altre occasioni del gruppo chiamato Massoneria e del loro interesse a portare alcuni di questi cambiamenti. Puoi discuterne?

La Massoneria è il corpo mistico di Satana, perché Satana è l’entità che adora ai suoi più alti livelli di iniziazione. L'”illuminazione” che promuove ai suoi membri consiste nel sottoporli al culto cultuale di un Grande Architetto, che mostra i suoi tratti infernali solo quando non si è più in grado di tornare indietro. L’Illuminismo, come altri movimenti filosofici, fu lo strumento culturale e ideologico con cui la Massoneria correva le élite europee e mobilitava le masse alla ribellione contro l’autorità dei Sovrani e anche l’autorità dei Romani Pontefici. Le numerose encicliche che condannano la famigerata setta dimostrano la saggezza della Chiesa e la lucidità del giudizio dei Papi, così come rivelano le infiltrazioni e le complicità della Gerarchia conciliare.

Domanda numero 14: Ma alcuni dicono che l’Illuminismo fu influenzato anche da alcune filosofie orientali che iniziarono a raggiungere l’Occidente. Può commentare questo?

Le filosofie e le correnti neopagane dello spiritismo orientale hanno insinuato nella nostra società una valutazione positiva di concetti che hanno avuto origine in una matrice gnostica e massonica. Non è una coincidenza: molti di questi movimenti non sono altro che la declinazione religiosa dei principi filosofici dell’Illuminismo, del relativismo, del soggettivismo, del liberalismo e di tutti gli errori moderni. Così l’illuminazione del Buddha – consistente in una sorta di consapevolezza della propria divinizzazione o del proprio annientamento in un tutto panteistico – trova il suo corrispondente nella blasfema Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, che diventa il centro del mondo dopo aver spodestato Gesù Cristo.

La vera religione difende l’individualità di ogni persona nella sua intima relazione con il suo Creatore, Signore e Redentore e nelle sue relazioni con i suoi simili. Al contrario, nella nuova concezione antropocentrica, l’individuo viene annullato in una massa indistinta in cui lo Stato è signore e padrone dei suoi cittadini, e questo ha gettato le basi per il socialismo, il comunismo, il nazismo e il globalismo transumanista di oggi. Non sfuggirà che, di conseguenza, l’approccio antropocentrico e comunitario è il segno distintivo del Novus Ordo, in netto contrasto con la visione teocentrica della Messa tradizionale.

Vorrei ricordare che il buddismo, in particolare il buddismo della Soka Gakkai International,è una sorta di versione orientale del pensiero ecumenico conciliare, e non sorprende che il suo presidente, Daisaku Ikeda, abbia collaborato con Aurelio Peccei e il Club di Roma proprio nel dare al movimento un’impronta religiosa che ha predisposto i suoi aderenti ai principi massonici e globalisti, intrisa di panteismo ecologico e pacifismo, che oggi la chiesa bergogliana ha adottato come propria(qui). Tutti i principi professati dalla Soka Gakkai coincidono con i principi del globalismo e del Nuovo Ordine Mondiale, prendendo in prestito pesantemente dallo stesso lessico (qui). È anche interessante notare che la Soka Gakkai rappresenta una “eresia” del buddismo tradizionale, esattamente nello stesso modo in cui la religione conciliare è eretica rispetto al cattolicesimo romano o il sionismo lo è rispetto all’ebraismo ortodosso. Quando il progetto della Religione Universale diventerà realtà, saranno esclusi i fedeli delle religioni che non accettano la visione massonica e globalista. Ma già ora vediamo una vera e propria scrematura dall’alto, per così dire, tra progressisti e fondamentalisti.

Domanda numero 15: Arcivescovo, quello che vogliamo capire è la portata della sua condanna di ciò che ci è stato insegnato sull’Illuminismo. Come puoi vederlo in modo così diverso da ciò che i nostri accademici e ciò che la nostra intera società ci ha insegnato sulla gloria e la bontà della Rivoluzione francese, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità? Puoi fare un tuffo in profondità in questo argomento e darci qualcosa per permetterci di capire meglio la tua posizione?

Come tutto ciò che non viene da Dio, così anche il pensiero illuminista è mendace e falso, poiché promette un paradiso irraggiungibile sulla terra, un’utopia umana basata su un immanentismo che contraddice la realtà oggettiva di un Dio personale e trascendente. I principi dell’Illuminismo sono chimere: contraffazioni grottesche. La libertà massonica è licenza; La fraternità massonica è un patto tra cospiratori contro Dio; L’uguaglianza massonica è un miserabile appiattimento dell’individualità e un disconoscimento dell’ordine sociale e religioso. Ed è anche significativo che le stesse persone che propagandano l’uguaglianza considerino anche l’appartenenza alla loggia massonica come una condizione di privilegio che li pone in una posizione di superiorità morale rispetto alle masse non iniziate.

Domanda numero 16: La Rivoluzione in Francia, la Rivoluzione francese, ha portato un cambiamento monumentale nella struttura sociale e politica dell’Europa. Pose fine alle monarchie. Ha portato le democrazie. Ora abbiamo ereditato quella rivoluzione negli ultimi 200 anni. Sembra che ora siamo all’apice di una grande rivoluzione finale che ci porterà dall’idea di democrazie o stati separati all’idea di uno stato unico, unificato, globale. Può commentare questa prospettiva attuale?

Lo Stato moderno è nato dalla cospirazione politica, sociale e religiosa delle sette massoniche che volevano cancellare la regalità di Nostro Signore, prima dalla società civile per mezzo della Rivoluzione francese, e poi dalla Chiesa per mezzo del Vaticano II. Il concetto stesso di democrazia e sovranità popolare, oltre ad essere un inganno per il popolo, ha avuto origine in un contesto anticattolico e anticristico, in chiara antitesi al potere dei Sovrani come espressione vicaria del potere di Dio sugli affari pubblici.

Nell’ordine cristiano, il Sovrano sta al posto di Cristo nelle questioni temporali, e l’autorità del Sovrano si muove entro i limiti della legge naturale, della legge divina e della legge positiva che il Sovrano deve stipulare. Il concetto di bonum commune è legato indissolubilmente alla legge naturale e alla Verità rivelata, e come tale si applica in tutti i tempi e in ogni luogo; mentre nello stato moderno le masse decidono ciò che è buono sulla base di una maggioranza numerica almeno apparente o, come accade oggi, nel paradosso di una minoranza più organizzata che si impone ideologicamente grazie alla complicità dei media e dei potentati economici.

Il piano infernale di cancellare il cristianesimo non poteva tralasciare la distruzione delle monarchie cattoliche, come è avvenuto negli ultimi due secoli e mezzo. E in assenza di principi immutabili che regolano la vita dei cittadini secondo la morale cattolica, la Massoneria ha saputo corrompere intere generazioni, indottrinandole in un falso concetto di libertà, in nome del quale ha reso l’uomo ribelle all’ordine voluti da Dio – la gerarchia è un ordine sacro – e indottello alla Redenzione compiuta da Nostro Signore. La libertà di religione, insieme alla disastrosa libertà di stampa e di opinione, è servita anche a insinuare l’idea che l’uomo sia moralmente libero di abbracciare qualsiasi credo o ideologia scelga, senza che questa scelta abbia alcuna conseguenza per il destino eterno della sua anima immortale e il destino dell’intera società.

Ovviamente, si tratta di concetti che dopo secoli di lavaggio del cervello sono difficili da comprendere per la mentalità dei nostri contemporanei, soprattutto dopo che il Vaticano II li ha approvati, negando le condanne che queste idee avevano meritato dalla Chiesa.

In questo senso, possiamo credere che il Nuovo Ordine Mondiale si organizzerà in una sinarchia, un unico governo, in cui il potere sarà inizialmente delegato a una piccola cerchia per poi trasformarsi in una tirannia che sarà guidata dall’Anticristo. Non dimentichiamo che Satana sa fin troppo bene quanto sia efficace il sistema monarchico nell’esercizio del governo: ciò che non accetta è che colui che governa sia Gesù Cristo per mezzo del suo rappresentante, perché anche in questo Satana vuole usurpare il posto del Figlio di Dio.

Domanda numero 17: Eccellenza, lei ha abbozzato per noi una sorta di quadro crudo di una grande sfida alla nostra umanità, alle nostre tradizioni, alla nostra comprensione della nostra libertà e alla possibile perdita di tale libertà. Hai qualcosa di speranza da lasciarci nella visione che hai per il nostro possibile futuro mentre affrontiamo queste fantastiche sfide?

Vorrei rafforzare i cuori di tutti coloro che mi ascoltano, usando le parole che ho usato molte volte prima. Basta ripetere le parole di Nostro Signore – portæ inferi non prævalebunt – per ritrovare la serenità. Queste sono parole che conosciamo bene, e sulla base di esse sappiamo che la vittoria finale appartiene a Dio. Ma mentre consideriamo verità escatologiche, è anche comprensibile che siamo preoccupati per il nostro destino più immediato, cioè ciò che ci accadrà nei prossimi mesi e anni. Siamo preoccupati per i nostri cari, i nostri figli, i nostri anziani. Siamo preoccupati per quello che ci accadrà tra qualche settimana, perché ogni singolo giorno chi governa impone nuove norme, limitazioni e obblighi. E se molti fattori ci fanno pensare che ci stiamo avvicinando alla fine dei tempi, questo non diminuisce la nostra sofferenza per il presente e l’immediato futuro.

Il mio primo pensiero va alle parole di Nostro Signore:”Non abbiate paura di chi uccide il corpo, ma non può uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire in Geenna sia l’anima che il corpo”(Mt 10,28). La vita di Grazia, l’amicizia con Dio e la frequente ricezione dei Sacramenti sono per noi una medicina invincibile contro la piaga spirituale che colpisce l’umanità. Non lasciamoci spaventare dalle minacce incombenti: quando il diavolo ruggisce, significa che il Signore non gli permette di mordere. Abbiamo al nostro fianco la Vergine Santissima, Lei che è nostra Madre e Nostra Regina. Affidiamo noi stessi e i nostri cari alla Sua protezione, certi che Lei saprà colpire quel leone famelico come merita. Resistetegli, saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi in tutto il mondo stanno subendo le stesse sofferenze (1 Pt 5,9).

Domanda numero 18: Grazie, Arcivescovo, per queste parole di speranza. Ora farò la mia ultima domanda. Hai lasciato da parte un piccolo aspetto. A parte la pandemia, i vaccini, il passaporto sanitario, molti fedeli cattolici sono preoccupati per la sorte di quelle comunità che sono legate alla vecchia messa. Che cosa può dire del destino di queste comunità e del vecchio modo di pregare nella Chiesa cattolica di cui tanti si preoccupano?

Anche in questo caso, il leone ruggente che minaccia ritorsioni e scomunica ora non ha denti. I fedeli e i sacerdoti hanno capito molto bene che le sue minacce, la sua furia iconoclasta e il suo odio ormai palese contro la Messa cattolica lo hanno rivelato per quello che è veramente. Che cosa può fare a un sacerdote che continua a celebrare il Santo Sacrificio? Sospenderlo a divinis o addirittura scomunicarlo? Buttarlo fuori dalla parrocchia? Ridurlo allo stato laico? Ciò non impedirà ai buoni sacerdoti di continuare il loro apostolato nella clandestinità, con umiltà e costanza. Non è la prima volta e forse non è l’ultima. E chi ha capito cosa c’è in gioco – la salvezza eterna – non si lascerà intimidire dalle grida sconveniente di Santa Marta.

Esorto anche i fedeli ad accogliere e aiutare con gratitudine questi sacerdoti, incoraggiandoli a non cedere di fronte alle persecuzioni. Invito i fedeli a costruire altari domestici, attorno ai quali radunare i fratelli nella Fede per nutrirsi del Pane degli Angeli. Le grazie incommensurabili della Santa Messa si riverseranno copiosamente sulle nostre comunità più piccole, sulla Chiesa e sul mondo. Preghiamo perché il buon clero rimanga fedele alla sua vocazione, affinché i tiepidi trovino nel Nutrimento divino il coraggio di predicare la Parola opportuna importune [in ogni tempo e fuori stagione], affinché quanti hanno dimenticato il valore della loro Unzione sacerdotale possano convertirsi e modificare le loro vie.

Nella persecuzione le grazie si moltiplicano sempre, la cecità spirituale si apre alla contemplazione del Vero e del Bene, e la durezza del cuore si fonde in docilità alla voce di Dio.

+ Carlo Maria Viganò,
Arcivescovo 15
agosto 2021 In Assumptione Beatae Mariae Virginis

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