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ASSEGNO UNICO FAMILIARE: 250 EURO AL MESE AD OGNI IMMIGRATO PER FARE FIGLI IN ITALIA

ASSEGNO UNICO FAMILIARE: 250 EURO AL MESE AD OGNI IMMIGRATO PER FARE FIGLI IN ITALIA

Il governo vara decreto per dare 250 euro al mese a tutte le coppie per ogni figlio a partire dal 1 Luglio di quest’anno. A tutti, immigrati compresi. Grande festa nei campi nomadi.

L’errore più grande che l’Italia può fare è seguire la Francia nelle politiche a favore della natalità. Perché i più sensibili agli aiuti economici sono gli ospiti, quelli che a casa loro sono abituati a figliare senza tregua. I nostri connazionali non si mettono certo a fare figli per qualche centinaio di euro, visto poi l’alto costo per mantenere un figlio. Loro, invece, sì.

Andrebbero fatte politiche a favore della natalità ma solo per i cittadini italiani. Mettendo tutti i paletti necessari. Ma già entrerebbero nel computo quelli che vivono nei campi nomadi e sono italiani solo sulla carta. Sarebbe comunque già un modo per escludere quasi tutti.

Paghiamo 310mila immigrati perché restino in Italia. Il reddito di cittadinanza dovrebbe servire esclusivamente agli italiani momentaneamente in difficoltà, gli immigrati dovrebbero venire in Italia solo a lavorare. Pochi e selezionati. Invece li paghiamo per restare a fare nulla. Questa è gente che senza il RdC se ne andrebbe. Invece li aiutiamo.

Mario Draghi, a margine della conferenza stampa di ieri che concludeva il vertice europeo della cabina di regia che dovrà adottare le nuove misure di contenimento della pandemia dal 6 aprile, ha confermato che l’assegno unico familiare, destinato a famiglie con figli a carico dal 7° mese di gravidanza fino al compimento del ventunesimo anno di età, partirà dal 1 luglio prossimo. Sarà riconosciuto a entrambi i genitori (metà per ciascuno) per ciascun figlio.

Assegno unico familiare: quando verrà istituito?

Il provvedimento è previsto dal disegno di legge delega di riordino, semplificazione e potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’istituzione dell’assegno unico e universale, alla cui operatività manca soltanto l’approvazione definitiva del Senato.

L’introduzione dell’assegno unico familiare comporta la soppressione di alcune importanti misure a sostegno della famiglia, come l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il bonus bebè e il premio per la nascita di figli o l’adozione.

Assegno unico familiare: cos’è e come funziona

L’assegno unico familiare è il nuovo contributo previsto per i figli a carico e che sarà riconosciuto a entrambi i genitori (metà per ciascuno) per ciascun figlio dal 7° mese di gravidanza fino ai 18 anni di età. L’assegno verrà concesso fino al compimento dei 21 anni, ma con importo ridotto qualora i figli studino o siano impegnati in programmi di formazione, tirocini oppure svolgano il Servizio civile universale.

L’assegno unico familiare si definisce unico perché mira a raggruppare gli altri benefici già in essere (bonus bebè, bonus natalità e adozione, assegni familiari, bonus per nuclei familiari numerosi) e gradualmente a sostituirli tutti in un unico benefit.

Assegno unico familiare: a chi spetta?

L’assegno spetta a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Avrà un valore massimo di 250 euro: in questa cifra globale confluiscono una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia.

Il beneficio verrà attribuito per la prima volta a tutti i lavoratori, che siano dipendenti, autonomi o incapienti, mentre prima spettava solo ai dipendenti.

Per ottenerlo si dovrà avere la cittadinanza italiana o essere cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno europeo, risiedere e pagare le tasse in Italia.

Potranno richiederlo tutte le mamme a partire dal settimo mese di gravidanza

In pratica a tutti gli immigrati.

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