Migranti / World News

Bosnia: la polizia costretta ad usare la forza contro i migranti.

Bosnia: la polizia costretta ad usare la forza contro i migranti.

La polizia bosniaca è stata costretta a usare la forza per controllare i migranti nella città di Velika Kladua, quando hanno iniziato a rivoltarsi e a minacciare il personale locale.

Secondo un rapporto di Nova24TV, i funzionari dell’organizzazione non governativa pro-migranti, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), ritenevano di essere in pericolo a causa dei migranti.

L’incidente è avvenuto nella contea di Una-Sana, che si trova vicino al confine croato e dove sono stati istituiti diversi campi di migranti. La Bosnia ospita attualmente circa 10.000 migranti, secondo le stime ufficiali, la maggior parte dei quali spera di poter finalmente attraversare illegalmente la Croazia e l’Unione europea. Ma ne arrivano sempre altri.

Quest’ultima violenza arriva dopo che i migranti hanno dato fuoco a diversi edifici della zona nell’ultima settimana, il che ha richiesto anche una risposta della polizia. La polizia non ha impiegato nella giusta misura la sua autorità nell’affrontare la violenza dei migranti, secondo Nermin Kljaji ministro degli Interni della contea.

Kljaji, dice che i migranti sono ora comunemente per le strade di Velika Kladua visto che i centri di accoglienza della zona sono sovraffollati, e non ci sono più spazi per contenerli.

Problemi simili stanno diventando comuni anche a Bihaà, il centro amministrativo di Una-Sana. Il Sindaco, Euriret Fazlià, ha invitato le autorità ad adottare misure per impedire l’ingresso di migranti, o sarà costretto a creare ancora più campi nella zona, come quello di Vuàjak, che è infame per le sue condizioni disumane.
Se non si fa nulla per fermare il flusso di migranti, ha detto il Sindaco, sarà costretto ad “aprire altri cinque Vuàjak”, ha detto.

Il ministro della sicurezza bosniaco Fahrudin Radoncic si è recentemente impegnato ad espellere tutti i migranti dalla Bosnia oltre ai rifugiati di guerra siriani, lamentando che il suo paese è diventato “un parcheggio per i migranti per l’Europa”.

Condividi questo Articolo

Lascia un Commento