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Come George Soros ha provato,fallendo, a punire l’Ungheria durante la crisi coronavirus

Come George Soros ha provato,fallendo, a punire l’Ungheria durante la crisi coronavirus

Nonostante la rete miliardaria del finanziere George Soros che ha organizzato una campagna durate mesi nel tentativo di imbrattare l’Ungheria e di affermare che i suoi leader “violano chiaramente il diritto internazionale e minacciano i cittadini europei”, gli sforzi di Soros alla fine sono falliti miseramente a causa della mancanza di prove a sostegno. Fonte: Istituto Nézàpont

Lo studio dell’Istituto Nézàpont ha determinato che la campagna coordinata è iniziata il 30 marzo dopo che il Parlamento ungherese ha approvato il mandato al governo conservatore di Viktor Orbàn per “governare per decreto” per la durata e per quanto riguarda l’epidemia di coronavirus, apparso per la prima volta in Ungheria il 4 marzo.

Sebbene il 29 aprile l’UE abbia annunciato di non intraprendere alcuna azione contro l’Ungheria in quanto non ha infranto le norme europee con il suo stato di diritto d’emergenza, questa decisione è stata raggiunta solo dopo mesi di attacchi dalla rete di Soros e dalla stampa liberale in quella che l’Istituto Nézàpont ha descritto come una campagna coordinata per danneggiare il governo ungherese.

Il 30 marzo, lo stesso giorno in cui il parlamento ha promulgato la legge, Open Society Network di Soros, con sede a New York, ha rilasciato un comunicato stampa sostenendo che il disegno di legge “imporrà dure restrizioni alle libertà dei media e alla mobilità dei cittadini”, affermando che “è un’ulteriore prova che Viktor Orban ha tendenze autoritarie”. La rete ha inoltre esortato la “comunità internazionale” a condannare l’Ungheria.

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