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Grecia: I migranti vandalizzano ancora una volta una chiesa

Grecia: I migranti vandalizzano ancora una volta una chiesa

Gli attacchi dei migranti contro le chiese greco-ortodosse sull’isola di Lesbo sono diventati comuni. Adesso è toccato alla chiesa di Santa Caterina nella città di Moria che è stata sottoposta all’ultima atrocità.

Le foto che sono state rilasciate in un rapporto del Greek City Times mostrano che la chiesa è completamente vandalizzata, con icone religiose rotte e gettate sul pavimento.

Il mese scorso, anche la chiesa di San Raffaello, che si trova vicino al campo migratorio dell’isola, è stata vandalizzato.

Moria ospita uno dei principali centri di accoglienza per immigrati illegali delle isole greche. Le isole ospitano attualmente più di 50.000 migranti, di cui la metà si trova a Moria. La popolazione residenziale dell’isola conta solo circa 90.000 abitanti, con un rapporto di circa 1 migrante illegale per ogni 3 residenti etnici.

Anche se la popolazione nel 2016 è stata presa in considerazione per il Premio Nobel per la loro disponibilità ad assumere un numero così elevato di persone, molte stanno ora riconsiderando la loro generosità, soprattutto perché la violenza e il vandalismo sono diventati eventi quotidiani su un’isola che, prima della crisi dei migranti, aveva pochissimi crimini.

I migranti sull’isola hanno rovinato anche altri siti, hanno abbattuto migliaia di ulivi e riempito i corsi d’acqua di spazzatura.

Di fronte al blocco del coronavirus (COVID-19), i migranti hanno indirizzato la loro rabbia contro i loro ospiti,sfidando la polizia e scagliando pietre contro le auto di passaggio.
Il mese scorso, un migrante afghano ha ucciso un altro migrante vicino al campo di Moria.

Gli attacchi alle chiese sono particolarmente scioccanti per la gente del posto dato che la gente del luogo è profondamente religiosa.

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