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Grecia: Scopre moschea di fortuna costruita dai migranti illegali sulla sua proprietà

Grecia: Scopre moschea di fortuna costruita dai migranti illegali sulla sua proprietà

Una residente greca dell’isola di Lesbo ha presentato una denuncia dopo aver scoperto che alcuni migranti illegali avevano costruito una moschea di fortuna nella sua proprietà che si trova vicino a un famigerato campo di migranti.

Maria Komninaki, residente a Lesbo, ha detto che la moschea improvvisata è stata costruita sulla sua terra, un ex uliveto. Ha espresso incredulità sul fatto che ai migranti illegali sia stato permesso di costruire la struttura sulla sua proprietà, che si trova vicino al campo di migranti di Moria.

La sig.ra Komninaki ha scritto della moschea su Facebook, dicendo che l’ha visitata accompagnata dalla polizia e da un funzionario governativo. Fonte: Proto Thema .

“L’accesso alla zona è stato fatto in condizioni avverse, abbiamo dovuto passare attraverso le acque reflue, spazzatura, e tutti i tipi di sporcizia. Arrivati all’ex uliveto, che è ora un appezzamento di terreno, sono rimasta sorpresa di scoprire che la costruzione improvvisata che avevano iniziato tre mesi prima – di cui avevo fatto denuncia alll’urbanistica, alla polizia, al distretto, al procuratore e al comune – è stata completata”, ha detto.

Ha continuato a chiedersi come nessuno nella zona abbia parlato della costruzione, dicendo: “Non hanno mai sentito l’imam cantare? Non hanno mai visto l’edificio? Qualcuno ha mai parlato con loro di tutto questo?

Secondo Proto Thema,i migranti illegali occupano parte dell’ex uliveto dal 2015. Il giornale greco ha detto che con l’aiuto di una ONG pro-migranti, tutti i 300 ulivi sulla proprietà della donna sono stati tagliati o bruciati. Dall’inizio della crisi dei migranti almeno 5.000 ulivi sono stati abbattuti nella zona.

L’avvocato greco Panagiotis Koufelos ha dichiarato che la struttura è stata inizialmente proposta da una ONG pro-migrante e doveva essere una scuola, non una moschea.
Ha detto che avrebbe presentato un atto d’accusa contro coloro che hanno partecipato alla costruzione della moschea.

Il campo di migranti di Moria è diventato ben noto per gli episodi di violenza fisica e sessuale, unitamente alle rivolte che hanno portato a gravi incendi nel campo.

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