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I manifestanti bruciano il quartier generale della milizia irachena Hezbollah a Najaf

I manifestanti bruciano il quartier generale della milizia irachena Hezbollah a Najaf

Sabato 18 gennaio 2020

I manifestanti hanno bruciato il quartier generale di Hezbollah in Iraq, che si trova vicino al ponte di al-Iskan nella provincia di Najaf.

I dipartimenti governativi di Najaf erano stati deliberatamente chiusi per l’avvicinarsi della manifestazione popolare di lunedì in Iraq.

Il movimento, alla ricerca di radicali riforme politiche e migliori posti di lavoro e servizi, ha confermato la ripresa delle proteste in Iraq da venerdì.

Il movimento popolare ha promesso un’escalation delle manifestazioni dal 20 gennaio, data di scadenza concessa alle autorità per accoradre le richieste dei cittadini.

Un gran numero di manifestanti si è riversato nelle piazze dei governatorati meridionali. I manifestanti hanno anche rinnovato la loro minaccia alla classe dirigente di un’escalation pacifica nei prossimi due giorni in caso di mancata risposta alle richieste del movimento.

Gli attivisti civili hanno sottolineato che le manifestazioni hanno inghiottito le strade principali e le strade circostanti, fra i canti contro le interferenze straniere e il canto dell’inno nazionale.

I manifestanti hanno cantato slogan contro la continuazione di Adil Abdul Mahdi come primo ministro e l’incapacità delle autorità di perseguire gli assassini dei manifestanti.

I manifestanti hanno anche condannato la campagna di intimidazioni, rapimenti e omicidi condotta da milizie filo-iraniane.

Manifestazioni hanno scosso Baghdad e il sud dell’Iraq negli ultimi tre mesi, denunciando il sistema politico corrotto del paese.

Da ottobre, i disordini hanno visto circa 460 persone uccise e 25.000 feriti, la stragrande maggioranza dei quali manifestanti.

Nel frattempo, il religioso iracheno e figura politica moqtada Sadr ha chiesto una “marcia forte di milioni” il 24 gennaio per condannare la presenza militare americana in Iraq.

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