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Il Belgio revoca il permesso di soggiorno dell’imam della più grande moschea del paese per “grave pericolo per la sicurezza nazionale”

Il Belgio revoca il permesso di soggiorno dell’imam della più grande moschea del paese per “grave pericolo per la sicurezza nazionale”

Giobedì scorso è emerso che il permesso di soggiorno per l’imam della più grande moschea del Belgio è stato ritirato dal governo belga nell’ottobre dello scorso anno in seguito alle preoccupazioni per le “minacce alla sicurezza nazionale”..

Il segretario di Stato per l’asilo e le migrazioni Sammy Mahdi ha revocato il diritto a Mohamed Toujgani, capo imam di Al Khalil a Molenbeek, di risiedere permanentemente in Belgio, vietandogli di entrare nel paese per dieci anni con riserva di appello.

Secondo l’ufficio di Mahdi, il governo aveva ricevuto informazioni dai servizi di sicurezza belgi che dimostravano che Toujgani, che aveva risieduto nel paese per 40 anni, rappresentava una “seria minaccia alla sicurezza nazionale”.

L’ordine di lasciare il Belgio è stato notificato all’imam, un cittadino marocchino, che secondo l’agenzia di stampa belga, VRT, lo ha rispettato.

“In passato, abbiamo dato troppo margine di manovra ai predicatori radicali”, ha ammesso il segretario alla migrazione Sammy Mahdi in una dichiarazione.

“Quest’uomo era probabilmente il predicatore più influente in Belgio. Con questa decisione, stiamo facendo la differenza e dando un segnale chiaro: non tollereremo coloro che dividono e minacciano la nostra sicurezza nazionale”, ha aggiunto.

Toujgani era stato una figura controversa in Belgio per un certo numero di anni, in seguito alla scoperta di inquietanti filmati risalenti al 2009 in cui ha fatto diverse osservazioni antisemite e ha chiesto il rogo di “sionisti oppressivi”.

Le predicazioni di Toujgani sull’Islam conservatore sono coerenti con quelle approvate dal controverso movimento dei Fratelli Musulmani, un’organizzazione che chiede la graduale islamizzazione della società occidentale e a cui l’imam sarebbe associato.

VRT ha anche suggerito che i servizi di sicurezza belgi erano preoccupati per i presunti legami di Toujgani con il governo marocchino attraverso la sua presidenza della Ligue des imams marocains de Belgique, un’organizzazione che mira a unire gli imam marocchini in tutto il Belgio, ma si dice anche che “diffonda l’estremismo e si impegni nello spionaggio”.

Nonostante la lunga permanenza del predicatore in Belgio che risale al 1982, non padroneggiava né la lingua olandese né quella francese.

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