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Il Portogallo ha accettato di accogliere “bambini migranti non accompagnati” provenienti dai campi della Grecia

Il Portogallo ha accettato di accogliere “bambini migranti non accompagnati” provenienti dai campi della Grecia

Ieri l’Unione europea ha annunciato che il Portogallo ha accettato di accogliere 50 cosiddetti “bambini migranti non accompagnati” dai centri di accoglienza sulle isole greche. È uno dei 10 Stati membri dell’Unione europea che ha accettato di accogliere “bambini” dai campi.

I gruppi pro-migranti hanno chiesto ai paesi dell’UE di accettare migranti per ridurre il sovraffollamento nei campi della Gregia.
Data l’elevata densità di popolazione e le cattive condizioni igienico-sanitarie, sono considerati particolarmente a rischio durante l’epidemia di coronavirus (COVID-19).
La riduzione delle loro popolazioni – così si argomenta – permetterà ai migranti di praticare misure di distanziamento sociale.

La commissaria ue per gli affari interni dell’UE Ylva Johansson ha fatto l’annuncio a seguito di una videoconferenza tra i ministri degli interni dell’UE. I migranti saranno portati in Portogallo il mese prossimo, secondo un rapporto di Infomigrants.

Il piano dell’UE prevede di trasferire 1.600 “bambini migranti non accompagnati” in altri Stati membri. Finora il Belgio, la Bulgaria, la Croazia, la Finlandia, la Francia, la Germania, l’Irlanda, la Lituania e il Lussemburgo hanno accettato di accoglierli.

La Germania e il Lussemburgo ne hanno già accolti alcuni.
I “bambini” sono stati immediatamente messi in quarantena di 14 giorni per precauzione.

Anche se inizialmente era stato promesso che i migranti trasferiti sarebbero stati per lo più ragazze di età inferiore ai 14 anni, le foto che sono state rilasciate dei migranti arrivati in Lussemburgo all’inizio di questo mese hanno evidenziato che questo non è accaduto, visto che la maggior parte dei migranti accolti è di età che va bel oltre i 14 anni.

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