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Il Primo Ministro Ceco: “Respingiamo con forza la redistribuzione dei migranti”

Il Primo Ministro Ceco: “Respingiamo con forza la redistribuzione dei migranti”

Il Primo Ministro Ceco Andrej Babis ancora una volta ha ribadito che la Repubblica Ceca respinge con fermezza la redistribuzione dei migranti e rifiuterà eventuali ulteriori iniziative per istituire un sistema di quote migrante tra gli Stati membri dell’UE.

All’inizio di questo mese, la Germania ha proposto un altro piano di riforma alle procedure di asilo per i cosiddetti ‘immigrati irregolari‘ che arrivano in Europa. Il piano permetterebbe ai migranti di essere registrati e distribuiti tra gli Stati membri dell’UE mentre sono ancora al di fuori dei confini del blocco. Fonte: Repubblica Lidovky

Noi rifiutiamo fondamentalmente la redistribuzione dei migranti, rifiutiamo le quote in ogni caso”, ha detto Babis

Il capo dello Stato Ceco ha sottolineato anche che il governo continuerà ad anteporre le esigenze del cittadini prima di quelle dei clandestini.

Respingiamo l’immigrazione illegale come una questione di principio. Ci rifiutiamo di lascriar decidere ai trafficanti chi, quando e quanti debbano venire a vivere in Europa. Rifiutiamo le quote. Non capisco il motivo per cui c’è sempre qualcuno che porta questo argomento al tavolo dei negoziati. Mi auguro che questa ennesima proposta si fermerà all’interno della nuova Commissione europea “, ha detto Babis.

Ai sentimenti di Babis hanno fatto eco il Ministro dell’Interno Ceco e il Vice Primo Ministro Jan Hamáček, che ha detto che il suo paese continuerà a perseguire posizioni in materia di immigrazione illegale che sono in linea con i suoi partner di Visegrad – Ungheria, Polonia e Slovacchia.

L’anno scorso, la Commissione europea ha citato in giudizio il Gruppo di Visegrad in una corte europea per essersi rifiutato di aderire a un sistema di quote di redistribuzione dei migranti in precedenza approvati dagli Stati membri.

La nuova proposta della Germania, distribuita ai ministri degli interni degli stati dell’UE, sarà discussa la prossima settimana.

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