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ISLAMICO FA ARRIVARE LA MOGLIE IN ITALIA PER SEGREGARLA: USCITA SOLO IN BURQA PER PARTORIRE, IN TUTTO TRE VOLTE

ISLAMICO FA ARRIVARE LA MOGLIE IN ITALIA PER SEGREGARLA: USCITA SOLO IN BURQA PER PARTORIRE, IN TUTTO TRE VOLTE

Ancora danni dai ricongiungimenti familiari. Fanno venire le mogli per schiavizzarle.

«È il caso che una donna vittima di violenze in Italia continui a denunciare?». Souad Sbadi, presidente della onlus ‘Acmid Donna’, commenta l’istanza di archiviazione presentata dalla Procura di Perugia al termine delle indagini sui maltrattamenti subiti da una immigrata che ha denunciato l’ex marito per averla segregata, minacciata, insultata e picchiata, facendola anche svenire. Un caso che – sottolinea Souad – assume particolare rilevanza anche in vista della giornata contro la violenza sulle donne in programma il prossimo 25 novembre.

Gli atti: Nell’istanza inviata al giudice, gli inquirenti scrivono che la donna «…non sarebbe stata mai minacciata di morte, né avrebbe subìto aggressioni fisiche tali da costringerla alle cure sanitarie» e «la condotta di costringerla a tenere il velo integrale rientra, pur non condivisibile in ottica occidentale, nel quadro culturale dei soggetti interessati». «Eppure – sottolinea il legale della donna, l’avvocato napoletano Gennaro De Falco – per ben tre volte ha dichiarato, in presenza di un interprete, che il coniuge l’ha segretata in casa. Una volta giunta in Italia dal Marocco, il marito non le ha mai permesso di uscire – ricorda l’avvocato De Falco – gli unici contatti con l’esterno, indossando rigorosamente il velo integrale, le sono stati concessi quando si doveva recare dal medico o quando ha partorito.

Dalla loro relazione sono nati tre bambini ai quali l’uomo ha concesso malvolentieri di frequentare la scuola e, di fatto, impedendone l’integrazione negando l’uso della lingua italiana. Praticamente – conclude l’avvocato – insieme con i suoi bimbi è stata emarginata contro la sua volontà». De Falco annuncia che proporrà appello alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Perugia. Attualmente la donna, che ha 33 anni, vive in una località segreta, per paura di essere rintracciata. I figli, che le sono stati affidati dall’autorità giudiziaria del suo Paese dopo la separazione dal marito, vivono in Marocco, accuditi dalla nonna materna.

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