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Le spose bambine dello Yemen

Le spose bambine dello Yemen

Il triste caso di Assi, una ragazzina yemenita di 13 anni scomparsa per emorragia internae dopo essere stata violentata dal marito di 23 anni, ha sicuramente scatenato discussioni accese nello Yemen sulla vecchia usanza del matrimonio con bambine.

Tuttavia, le discussioni – che si fanno ovunque, dalle cucine di Sanaa all’edificio del parlamento – non sono esattamente ciò che ci si aspettava.

Piuttosto che affrontare la questione dei diritti dei bambini in una nazione in cui il 25 % della maggior parte delle ragazze sono costrette al matrimonio prima di compiere i 15 anni e il 50% prima di averne 18, alcuni yemeniti considerano la morte di Elham Assi come una scusa per rafforzare le imposizioni dettate dall’occidente.

Invece di catalizzare la discussione sulla possibilità di creare una legislazione che protegga i giovani nello Yemen, i litigi sembrano tendere a garantire che sia molto più probabile che altre bambine condividano il destino di Assi.

Nel febbraio 2009, il parlamento ha autorizzato un disegno di legge per aumentare l’età del matrimonio a 18 anni , causando il furore immediato della comunità islamista, che ha denunciato la legge come non islamica.

La morte di una dodicenne durante il parto nel settembre 2009 ha evidenziato ancora una volta l’importanza di questo dilemma.

Tuttavia, il disegno di legge si è poi perso tra i meandri di una sottocommissione parlamentare, forse sotto l’influenza della legge della sharia.

Un funzionario del potente partito islamista, al-Islaah, insieme a centinaia di altri legislatori e religiosi conservatori, ha lanciato un chiaro appello ai “veri credenti” per opporsi alla legge, sostenendo che si tratta di un primo passo per permettere all’Occidente di appropriarsi degli affari yemeniti.
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“Non piegheremo le nostre esigenze a quelle delle ONG occidentali. Abbiamo le nostre leggi e i nostri regolamenti, i nostri valori personali”.

La morte di Elham ha fatto rinvigorire le denunce da parte di attivisti regionali per i diritti dei minori.
In contrapposizione, i legislatori islamici, i religiosi conservatori e i salafiti, che è minoranza ultraconservatrice, si sono veemente opposti.

Un influente studioso islamista yemenita ex guida spirituale di Osama bin Laden, ha detto a una folla radunata nella conservatrice Iman University che il disegno di legge “minaccia la nostra cultura e la società”, e ha promesso di raccogliere un milione di firme che si oppongono alla legge il 22 aprile, la folla ha esultato.

I fautori del disegno di legge dicono che gli islamisti come Hamzi e gli zindani stanno semplicemente utilizzando la retorica per controllare l’opinione pubblica generale yemenita.

Qualcosa che è considerato non islamico o occidentale è immediatamente e virulentamente condannato da liberali e conservatori.

La fonte associata al problema, forse, si basa sulla regolarità per cui questi termini – non islamici e occidentali – sono utilizzati come sinonimi. “Se gli individui pensano che una legge sia ‘americana’, è falsa. Finito. È finita”, ha dichiarato il parlamentare Abdulrahman Moazid, che sostiene il divieto di matrimonio dei bambini.

A una protesta fuori dal parlamento alla fine di marzo, oppositori del disegno di legge, che tenevano i Corani sopra le loro teste, accusavano i legislatori di essere anti-musulmani e pronti ad accogliere le richieste occidentali. “Questo significa che dovremmo cambiare la nostra legislazione?” mia chiesto una ragazza che partecipava alla protesta.
“Questo è il nostro paese. Ora abbiamo la nostra fede, i nostri valori, e non vogliamo che ci dicano in quale direzione andare”.
Altri manifestanti hanno condannato il disegno di legge.

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