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L’Iraq offre ai membri Isis francesi la commutazione delle condanne a morte in cambio di milioni di euro

L’Iraq offre ai membri Isis francesi la commutazione delle condanne a morte in cambio di milioni di euro

L’IRAQ chiede soldi alla Francia in cambio della commutazione di sentenze a morte in ergastolo per 11 jihadisti francesi (Fonte: Le Figaro).

La Francia non è disposta a rimpatriare i jihadisti dalla Siria o dall’Iraq, ma si oppone alla pena di morte.
Circa altri 120 cittadini francesi sono in attesa di processo in Iraq. Le Figaro dice che il governo iracheno sta chiedendo $1 milione (£785.000) per ogni jihadista straniero trasferito dalla Siria e condannato a morte, e $2 milioni (£1.570.000) ciascuno per coloro le cui sentenze saranno commutate in ergastolo.
Il giornale cita una fonte irachena dicendo che Adil Abdul-Mahdi, il primo ministro iracheno, ha fatto la richiesta quando ha incontrato il Presidente Emmanuel Macron il mese scorso.
Il Palazzo Elysée e l’Ambasciata irachena a Parigi negano le richieste. “Né Adil Abdul-Mahdi né Barham Salih [Presidente dell’Iraq] hanno ma fatto una tale richiesta alla Francia“, ha detto un portavoce dell’ufficio dell’onorevole Macron.
Tuttavia, le Figaro cita la sua fonte secondo la quale l’Iraq prevede di chiedere fino €270 milioni (£240 milioni) per cercare e incarcerare jihadisti francesi, “non una grande somma se si considera il costo politico e sociale del ritorno di tutti i jihadisti in Francia“.

Secondo i sondaggi di opinione più dell’ 80 per cento del pubblico francese non li rivuole indietro.

I politici sono divisi, tra una linea ferma che sostiene che i jihadisti francesci devono essere giudicati e condannati in Medio Oriente dove hanno commesso i loro crimini; e i politici di sinistra e gli attivisti per i diritti umani che sostengono invece che si deve coinvolgere l’ordinamento giuridico francese, ma vi è il timore che la prova della loro colpevolezza possa essere difficile da provare una volta in territorio Francese.

Circa 4.000 cittadini stranieri sono stati catturati in Siria e in Iraq dopo la sconfitta dell’Isil, e la maggior parte dei loro paesi d’origine non li rivuole indietro.
L’Iraq ha suggerito di far giudicare tutti i combattenti stranieri catturati da un’alleanza formata dagli Stati Uniti, combattenti arabi, curdi e le forze democratiche siriane (SDF).

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