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L’Italia sta per espellere l’imam che ha picchiato i bambini nella scuola religiosa

L’Italia sta per espellere  l’imam che ha picchiato i bambini nella scuola religiosa

Un imam del Bangladesh di 23 anni rischia l’espulsione dall’Italia dopo che gli investigatori hanno confermato che ha aggredito fisicamente i bambini in una scuola religiosa.

Si dice che il migrante, che vive in Italia con un visto di lavoro, avesse creato quello che gli investigatori descrivevano come un “clima di terrore” in una scuola coranica di Padova e si è impegnato a umiliare i giovani alunni e ad aggredirli fisicamente, a volte con un bastone.

Le percosse ai bambini, di età compresa tra i cinque e i dieci anni, si sono svolte presso il Centro culturale del Bangladesh, nel distretto di Arcella a Padova. Gli investigatori hanno notato che il 23enne si scagliava con violenza contro i bambini per una risposta sbagliata o perchè distratti.

Gli agenti della Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (DIGOS), che hanno indagato sul caso, hanno trovato fotografie e post del leader nazista Adolf Hitler e hanno supposto che l’imam ha probabilmente tentato di insegnare ai bambini idee antisemitiche.

L’Italia ha espulso diversi imam radicali negli ultimi anni, tra cui un tunisino all’inizio di quest’anno che è entrato nel paese illegalmente e ha dichiarato alla polizia che non solo li avrebbe uccisi, ma avrebbe anche mangiato i loro cadaveri.

L’anno scorso, un altro imam tunisino, in prigione per rapina e spaccio di droga, è stato espulso dal paese dopo che la polizia ha scoperto che celebrava l’attacco terroristico al mercatino di Natale di Berlino nella sua cella.

Lo scorso anno, l’ex governo di coalizione italiano di Matteo Salvini e del M5S ha guidato tutta l’Europa nella espulsioni di islamisti radicali. Sia l’immigrazione clandestina che la radicalizzazione nelle carceri hanno portato a un aumento del numero di jihadisti nel paese.

Il professor Paolo Branca, islamologo dell’Università Cattolica di Milano, ha persino affermato che alcuni jihadisti si fanno arrestare di proposito per poter predicare e radicalizzare altri dietro le sbarre.

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