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L’Ue vuole aumentare i rimpatri (volontari) dei migranti, polemica sul nuovo incarico a Frontex

L’Ue vuole aumentare i rimpatri (volontari) dei migranti, polemica sul nuovo incarico a Frontex

I rimpatri funzionano meglio se volontari. È questa la nuova linea guida della Commissione europea, lanciata oggi a Bruxelles, che punta ad aumentare il numero di rimpatri dei migranti non regolari presenti sul territorio Europeo. Ma “Nessuno – ha tenuto a precisare la Commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson – può essere forzato a tornare in Siria. Quando ho sentito di questo nuovo approccio della Danimarca – ha aggiunto la politica svedese – ho contattato il ministro danese e mi ha detto che non accadrà”. Per il resto, i migranti con permesso di soggiorno scaduto, saranno invitati e incentivati ad andarsene.

“Non è un segreto che finora l’Unione europea abbia fallito nella politica dei rimpatri – ha ammesso il vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas -. Nel 2019 circa mezzo milione di persone hanno ricevuto un ordine di espulsione e solo 142.000 sono andate effettivamente via. Ciò significa che abbiamo ancora in carico un grande numero di persone che sono qui senza titolo”.

La nuova strategia sui rimpatri punta a rinforzare il quadro giuridico con i paesi di provenienza ma anche ad incaricare Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ad attuare le missioni operative per effettuare i rimpatri. Un’idea fortemente criticata dalle Ong che vedrebbero sparire i loro guadagni.

Catherine Woollard, direttrice dell’European Council on Refugees and Exiles, (Ecre), ci tiene a ricordare che “Frontex è sotto indagine per aver effettuato delle espulsioni illegali in Grecia. Questo nuovo incarico sembra davvero inopportuno – osserva – soprattutto se si tratta di portare i migranti in paesi terzi dove non siamo in grado di constatare le condizioni di trattamento vista la poca trasparenza, il rischio è che Frontex esegua una sorta di politica parallela a quella europea”.

I rimpatri obbligatori, agli stati ospitanti, costano molto di più di quelli volontari che si aggirano sui 500 euro a persona, mentre quelli forzati superano i 3.000 euro. Anche per questo la Commissione punta ad incentivare i migranti con permessi di soggiorno scaduti a tornare nei paesi d’origine in pace. Regola che non si dovrebbe applicare a chi fugge dai paesi in guerra.

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