Migranti / Politica / World News

L’Ungheria termina efficacemente il processo di richiesta di asilo dopo la chiusura delle zone di transito dei migranti

L’Ungheria termina efficacemente il processo di richiesta di asilo dopo la chiusura delle zone di transito dei migranti

L’Ungheria ha chiuso entrambe le sue zone di transito a Ràszke e Tompa, al confine con la Serbia,in conformità con la sentenza della Corte di Giustixzia Europea.
Il paese, comunque, contesta il verdetto della Corte di giustizia europea (CGJ), ed ha inasprito le modalità di richiesta delle domande di asilo in modo da renderle effettivamente impossibile ottenerle.

La decisione di chiudere entrambe le zone di transito è stata annunciata giovedì durante la conferenza stampa settimanale del ministro di Gabinetto Gergely Gulyàs, che ha affermato che, sebbene il paese non sia d’accordo con la decisione, in quanto Stato membro dell’Unione europea deve rispettare le decisioni del tribunale.

La sentenza della Corte di giustizia europea di giovedì scorso ha affermato che l’Ungheria ha detenuto illegalmente i richiedenti asilo nella zona di transito di R’szke e ha ordinato alle autorità ungheresi di riconsiderare la pratica della detenzione di tali migranti.

Il governo ungherese ha sostenuto che non può essere considerata “detenzione” in quanto i migranti non sono autorizzati ad entrare in Ungheria.
Una precedente decisione sullo stesso caso, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ha inoltre rilevato che la procedura non costituiva la detenzione.

Il caso della Corte di giustizia è stato originariamente depositato da due cittadini iraniani e due afghani bloccati nella zona di transito di R’szke, al confine meridionale dell’Ungheria con la Serbia. Sono entrati nella zona di transito per chiedere asilo in Ungheria, ma le autorità ungheresi si sono rifiutate di processare il loro caso, sostenendo che provenivano dalla Serbia, un paese ritenuto sicuro.

Condividi questo Articolo

Lascia un Commento