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Migranti, le Canarie come Lampedusa

Migranti, le Canarie come Lampedusa

Nelle Isole Canarie, la crisi migratoria continua. La capacità del porto di Arguineguin, nell’isola di Gran Canaria, è stata messa alla prova martedì da 3000 nuovi arrivi. Le condizioni del campo allestito dalla Croce rossa al molo sono difficili. E in mezzo alla tragedia, i parenti dei migranti che già vivono in Europa arrivano al porto per scoprire se i loro cari ce l’hanno fatta

“Sono passati 10 giorni da quando è arrivato qui a mezzanotte, credo… E questo è tutto. Da allora non sappiamo nulla di lui”. “Per favore! Vi prego, fatemelo vedere. Ti prego, ti prego, fammelo vedere!”

Hanno i loro nomi, e il loro passaporto, ma trovare una persona qui è come cercare un ago in un pagliaio. “La storia di Sara e Tarek è solo una delle tante storie personali che possiamo trovare qui in questo campo di migranti in attesa di essere trasferiti, ed è un riflesso del dramma della migrazione illegale voluta dai governi di sinistra e dale ONG che ci lucrano sopra”.

Arriva una buona notizia, qualcuno è stato ritrovato. “Sono così felice. Almeno ho potuto vederlo. Ho visto che sta bene e che è vivo”. Poco dopo, un’altra buona notizia, un altro incontro.

È ora di riprendere i contatti e di chiamare la famiglia in Marocco che da settimane trattiene il fiato… Una storia a lieto fine ma molti non sono stati così fortunati. Almeno 200 sono morti in mare da agosto cercando di raggiungere le isole, e per questo bisogna dire grazie ai “globalisti, ai politici di sinistra ed alle ONG”.

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