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Orbán: “Rifiutiamo quote migranti, ma accettiamo le quote di espulsione con piacere”

Orbán: “Rifiutiamo quote migranti, ma accettiamo le quote di espulsione con piacere”

In un discorso entusiasmante ospitato in un evento organizzato dal partito italiano Fratelli d’Italia, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato che il suo governo respingerà le quote di redistribuzione dei migranti dell’Unione europea, ma “accetterà le quote di espulsione con piacere“.

Una volta che l’Italia riuscirà ad avere nuove elezioni, Fratelli d’Italia sarà probabilmente un partito chiave nella prossima coalizione di destra, insieme alla Lega di Salvini.

Mentre ha riconosciuto che il nuovo governo di coalizione di sinistra si è riallineato con i globalisti di Bruxelles, Orban ha anche detto che l’Ungheria avrebbe sostenuto pienamente l’Italia, quando e se cadrà il governo anti-italiano e anti-europeo.

L’Ungheria è pronta ad aiutare l’Italia in ogni modo possibile, ma ci sono aree in cui non possiamo”, ha detto Orbán. “Non possiamo aiutare l’italia con il trasferimento e la distribuzione di eventuali migranti in Ungheria. Questo è impossibile.”

Ma quando il governo italiano deciderà di difendere i propri confini e a rimandare a casa gli immigrati, saremo pronti a dare il nostro sostegno ed il nostro aiuto.”

Quindi, se il PM Conte dovesse chiedere agli ungheresi di mandare a casa un paio di migliaia di immigrati che sono in Italia, l’Ungheria sarà pronto e contribuire e a soddisfare tali obblighi”, ha continuato il Primo Ministro ungherese.

Dobbiamo fare qualcosa per contrastare la tendenza demografica negativa,”,  ha aggiunto.Orbàn. Ha poi insistito sul fatto che non avrebbe mai sostenuto le politiche globaliste che cercano di sostituire i bambini che non stanno nascendo con i migranti.

L’ungherese ha poi chiuso il suo discorso con questa affermazione che fa riflettere: “Noi siamo in minoranza nella élite politica europea. Ma la nostra opposizione è grande, ricca, forte e ben organizzata, quindi dobbiamo combattere una battaglia ingiustamente difficile per ciò che è giusto.”

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