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Professore decapitato in Francia: Macron dichiara guerra all’Islam radicale

Professore decapitato in Francia: Macron dichiara guerra all’Islam radicale

Migliaia di persone si sono riunite martedì sera a Conflans-Saint-Honorine, nell’Ile de France, per una marcia silenziosa in omaggio a Samuel Paty, l’insegnante di storia e geografia decapitato venerdì da un giovane ceceno, per aver mostrato ai suoi alunni le caricature di Maometto, durante una lezione sulla libertà d’espressione.

10 lunghi minuti di silenzio, prima di una marcia, guidata da rappresentanti delle autorità locali, verso Place de la Liberté, nella cittadina del dipartimento degli Yvelines.

Il presidente Emmanuel Macron ha promesso un potenziamento della lotta all’islam radicale: “Sappiamo cosa dobbiamo fare. Lo sappiamo. I nostri connazionali si aspettano azioni”, ha dichiarato il Capo di Stato transalpino. “E noi intensificheremo queste azioni. Avete già visto in questi ultimi giorni decine di azioni lanciate contro associazioni e individui radicalizzati. Che portano avanti un’ideologia di distruzione della repubblica”.

Chiusa una moschea

Una di queste azioni è la chiusura di una moschea considerata “radicale” nella banlieue parigina, a Pantin. L’imam aveva rilanciato sui social il video del padre di un’alunna, che invitava a prendere provvedimenti contro Paty. Il video che avrebbe provocato la campagna d’odio che avrebbe portato al brutale omicidio. L’autore del filmato fa parte delle 15 persone fermate, tra le quali anche quattro familiari dell’assalitore, il 18enne Abdullakh Anzorov. Secondo la stampa transalpina, il padre dell’allieva che ha realizzato il video e l’assassino sarebbero stati in contatto nei giorni precedenti l’attacco.

E non ci si sta muovendo solo nel mondo, per così dire, reale. La ministra francese alla Cittadinanza, Marlene Schiappa, ha incontrato i vertici dei principali social network (Facebook, Twitter, Youtube, Snapchat e Tiktok), per fare passi avanti anche nella lotta contro il “cyber-islamismo”. La ministra ha chiesto chiarimenti sulla diffusione online del video sotto inchiesta.

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