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Regno Unito: Facebook si scusa per aver sospeso gli account che hanno pubblicato la bandiera inglese il giorno di San Giorgio

Regno Unito: Facebook si scusa per aver sospeso gli account che hanno pubblicato la bandiera inglese il giorno di San Giorgio

I rappresentanti del gigante dei social media Facebook si sono scusati per aver sospeso gli account di molti utenti britannici che Giovedì scorso, giorno di S.Giorgio, avevano pubblicato immagini della bandiera inglese.
San Giorgio è il santo patrono d’Inghilterra, e nella bandiera inglese è presente la croce di San Giorgio.

Molti utenti di Facebook hanno pubblicato immagini che raffiguravano la bandiera inglese per augurare ai loro amici e familiari un felice Giorno di San Giorgio.
Per tuttaa risposta, Facebook ha sospeso e oscurato decine di account.
Altri utenti sono stati banditi per aver pubblicato un’immagine che includeva le parole “Orgoglioso di essere inglese”. Fonte: The Sun.

Gli utenti sono stati informati che le immagini promuovevano “individui e organizzazioni pericolosi” e hanno violato gli standard della comunità della rete sull’incitamento all’odio.

Molti degli utenti si sono infuriati. Oltre ad avere avuto le immagini rimosse, alcuni “trasgressori” sono stati banditi dal sito a titolo definitivo, mentre altri sono stati temporaneamente sospesi.

Gli utentiI sono rimasti particolarmente sbalorditi dal fatto che le autorità britanniche avevano esortato i cittadini a sventolare la bandiera inglese a casa invece di uscire per celebrare l’occasione a causa dell’epidemia di coronavirus in corso (COVID-19).

Sabato, un rappresentante di Facebook si è scusato per “qualsiasi turbamento causato”, spiegando che “il nostro team esamina milioni di pagine, post e immagini ogni settimana e “occasionalmente” commettiamo un errore, come probabilmente è accaduto questa volta”.

Facebook ha aggiunto che le restrizioni sugli account interessati verranno rimosse.

Le piattaforme di social media sono diventate particolarmente draconiane nell’applicare le cosiddette regole del “hate speech”.

Il mese scorso, Hanni Afsar, un ex-musulmano che vive in Norvegia, è stato bandito da Facebook per 30 giorni per aver pubblicato commenti critici nei confronti dell’Islam.

L’anno scorso, un deputato finlandese è diventato oggetto di un’indagine di polizia dopo aver pubblicato un versetto della Bibbia critico sull’omosessualità su Facebook.

In Svezia, gli utenti di Facebook che hanno fatto post su Tommy Robinson ricevono continuamente divieti.

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