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Richiedente asilo nonostante la condanna all’ergastolo evita l’espulsione

Richiedente asilo nonostante la condanna all’ergastolo evita l’espulsione

Lunedì, il tribunale svedese del distretto di Uddevalla ha condannato all’ ergastolo il 23enne richiedente asilo Tishko Ahmed per l’omicidio della sua fidanzata diciassettenne svedese Wilma Andersson, ma nonostante la condanna non sarà espulso .

L’assassino ha smembrato il cadavere dell’adolescente e ha conservato la testa avvolta in un foglio di plastica e alluminio all’interno del suo armadio. Il resto del corpo non è ancora stato trovato nonostante lìestese ricerche che hanno coinvolto migliaia di volontari.

Anche se il tribunale ha deciso di procedere con la condanna del migrante poco più di un mese fa, non aveva rivelato quanto tempo avrebbe trascorso in carcere in attesa dei risultati di un esame psichiatrico forense. Tuttavia, la dichiarazione degli esperti psichiatrici indica che Tishko non soffre di alcun disturbo che impedirebbe la condanna all’ergastolo

Il corpo di Wilma Andersson non è ancora stato recuperato.

In un comunicato stampa il tribunale, ha dettagliato che il verdetto è stato unanime e che il Tishko ha ucciso la sua ragazza in modo estremamente violento.
Il verdetto ha rivelato che Tishko non ha ucciso rapidamente Wilma, ma che lo ha fatto con un processo prolungato, procurandole dolore e ansia per un lungo periodo di tempo.
Il comunicato stampa recita che Wilma probabilmente ha subito “una forte paura della morte e una sofferenza atroce”.

Oltre a alla condanna per omicidio, Tishko è stato anche condannato per aver profanato il cadavere di Wilma. Le autorità continuano a cercare il resto del suo corpo. All’interno della borsa dove è stata trovata la sua testa c’era anche un animale di peluche.

‘Non avrei salvato la testa’

Wilma è scomparsa dalla sua casa di Uddevalla a metà novembre dello scorso anno. O sospetti riccaddero presto sul suo fidanzato immigrato che, secondo le persone vicine a Wilma, la terrorizzava costantemente.

Nonostante le prove convincenti, Tishko ha negato il crimine. Quando si è trovato di fronte all’evidenza, la polizia aveva trovato la testa di Wilma all’interno del suo appartamento, si è seduto tranquillamente per 27 minuti prima di chiedere di andare in bagno.

La valigia dove la testa di Wilma è stata scoperta dalla polizia.

Ad un certo punto dell’interrogatorio, ha detto: “Ti dimentichi che questa è una ragazza che ho amato e con la quale ho vissuto insieme perfettamente. Se l’avessi uccisa, non avrei salvato la sua testa.”

Gli investigatori hanno recuperato messaggi di testo che Tishko ha inviato a Wilma nel marzo 2018 dicendole che voleva tagliarla in quattro parti.

Non è chiaro se Tishko intenda fare appello, ma il pubblico ministero ha detto di essere soddisfatto del verdetto.

Il verdetto afferma anche che Tishko deve pagare ai genitori di Wilma e alla sorella 60.000 corone svedesi (5.834) più le spese funebri.

Tishko avrebbe dovuto essere espulso dalla Svezia già nel 2007 dopo che la sua domanda di asilo è stata respinta. Tuttavia, è scomparso per diversi anni solo per riapparire e richiedere un permesso di soggiorno nel 2013, che gli è stato poi concesso. Poco più di un anno dopo gli è stata concessa anche la cittadinanza svedese, che garantisce la non espulsione.

Questo mese, un migrante somalo che ha violentato sia una bambina di 9 anni che una dodicenne è sfuggito all’espulsione.

La Svezia ha subito un drastico aumento dei crimini sessuali, tra cui stupri e stupri di gruppo, che hanno fatto pressioni sulla stampa. I dati dell’aumento della criminilità sono stati collegati alla politica del governo che ha causato l’aumento della popolazione migrante in Svezia.

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