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Silvia (Aisha) e il Kenya: Quale è la vera storia ?

Silvia (Aisha) e il Kenya: Quale è la vera storia ?

CI SARANNO NUOVE INDAGINI DOPO IL COLLOQUIO CON GLI INQUIRENTI?

Una cosa è certa ed è davanti agli occhi di tutti. Silvia, oggi Aisha, è partita dal’Italia da (buon ?) cristiana ed è tornata dopo 18 mesi di prigionia (?) convertita all’islam. Ha dichiarato che è stata trattata bene dai suoi carcerieri fin dal primo giorno e che ha volontariamente chiesto di leggere il corano per poi successivamente, sempre volontariamente, convertirsi all’Islam.

È risaputo ed è confermato da tutti i servizi di intelligence che il modus operandi delle sette islamiche presenti in Kenia come in India, Pakistan ecc., è quello di rapire, violentare,costringere a sposare il proprio rapitore e convertire la vittima all’Islam.

Pakistan: Cristiane uccise per essersi rifiutate di sposarsi e convertirsi all’Islam

Questo sembra non sia accaduto a Silvia, almeno Lei ci racconta, e se pur felici della sua liberazione (ma non del suo abbraccio all’Islam)
siamo un pò confusi e sicuramente qualche ombra aleggia sulla storia di Silvia Aisha Romano.

Chi ha rapito Silvia Aisha Romano ?

Al-Shabaab in lingua somala, in arabo: الشباب‎, al-Shabāb; in italiano “i Giovani”, dall’arabo Ḥizb al-Shabāb, ovvero “Partito dei Giovani”), anche trascritto as-Sciabab, ash-Shabaab o Hizbul Shabaab o Hizb al-Shabāb, o indicato come «Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni» (MRP), è un gruppo terroristico jihadista sunnita di matrice islamista attivo in Somalia, nato intorno al 2006. Il nome completo sarebbe Ḥarakat al-Shabāb al-Mujāhidīnal.

Il gruppo si è creato a seguito della sconfitta dell’Unione delle Corti Islamiche (UCI) a opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, in primo luogo i militari dell’Etiopia, durante la guerra civile in Somalia.

È la cellula somala di al-Qāʿida, formalmente riconosciuta nel 2012. Da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali è considerata un’organizzazione terroristica. Nel giugno 2012 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha posto taglie su numerosi capi del gruppo.

Questa formazione islamista è presente nelle regioni del sud della Somalia e mantiene vari campi di addestramento nei pressi di Chisimaio. Alcuni finanziamenti per al-Shabaab provengono dalle attività dei pirati somali.

I particolari della sua liberazione in un sobborgo di Mogadiscio, delle trattative, della collaborazione con i servizi turchi e somali e del blitz finale per quanto ci riguarda potranno tranquillamente restare segreti con tutti i loro feticismi da riporto su riscatti ed altre derive più politiche che utili (perché così è sempre stato e così sempre sarà in caso di rapimenti), per chi vive e frequenta questo Paese sarebbe e sarà importante conoscere i retroscena di un sequestro di persona a ottanta chilometri dalle località turistiche frequentate da migliaia di connazionali, in un villaggio dove non è mai stato torto un capello ad uno straniero, se non per acconciare esotiche treccine.

Il Pubblico Ministero Sergio Colaiocco e i Ros sicuramente hanno chiesto a Silvia com’è avvenuto il rapimento, la sera del 20 novembre 2018 a Chakama.

Silvia conosceva Moses Luwali Chembe, la “mente locale” del sequestro e residente a Chakama?

E gli altri componenti della banda che l’avrebbero caricata su una moto, alternando la fuga a piedi con altri tratti sulle due ruote per un mese prima della cessione ad Al Shabaab?

Si riuscirà a ricostruire il tragitto che l’ha portata al confine?

Verranno trovati eventuali complici, nascondigli e covi? Verranno alla luce dinamiche, depistaggi ed altri particolari?

A questo proposito qui di seguito viene riportato un pezzo tratto da:
Kenya iForum
Discussion Forum About Current News and Events in Kenya and the World https://www.kenyaiforum.net/viewtopic.php?f=3&t=3428

[….] “Le indagini della polizia indicano che l’assistente italiana Silvia Romano, rapita da un remoto villaggio della contea di Kilifi, aveva comprato pezzi d’avorio da Said Adan Abdi, uno dei presunti rapitori il 20 novembre 2018, prima di essere rapita dalla sua camera d’albergo da tre uomini armati.

Le indagini della polizia rivelano che Romano era in costante comunicazione con uno dei rapitori pochi giorni prima del suo rapimento.

La polizia ora ritiene che si trattasse di un affare inasprito dopo che Romano, che aveva acquistato quantità sconosciuta di avorio illegale da Abdi, non è riuscita a pagare quanto dovuto per l’avorio illegale acquistato e contrabbandato fuori dal paese dall’aprile 2017.”

Questo indica che Silvia Romano non è chi ha affermato di essere e che i media sono rimasti in silenzio sul suo rapimento, compresi i media del suo paese, l’Italia.
Anche le grandi società di media internazionali hanno ignorato il suo “rapimento”. Perché?

Se la storia dell’avorio è vera, allora, perché i media internazionali dovrebbero insabbiare tutto per un criminale comune?
Non ha alcun senso.

Quale era la sua vera missione? ” [….]

Comunque, Bentirnata Silvia (Aisha) Romano.

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