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Spagna: costrette a prostituirsi 7 giorni su 7, 20 arresti

Spagna: costrette a prostituirsi 7 giorni su 7, 20 arresti

Sfruttate ogni minuto della giornata, vilipese, trattate come macchine per fare soldi. 14 donne sono state liberate dalla polizia spagnola in un’azione portata avanti nella regione di Murcia, Alicante, Almeria e Valencia. Sei locali sono stati chiusi e 20 persone sono finite agli arresti: gli aguzzini, per l’accusa una banda dedita alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, traffico di droga, favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, possesso illegale di armi, riciclaggio di denaro.

Le donne erano costrette a prostituirsi 12 ore al giorno 7 giorni su 7, un giorno di stop per malattia poteva costare loro fino a 400 euro di “multa”, una pausa per fare una doccia o riposarsi, fino a 200 euro. Molte di loro avevano contratto debiti con i loro sfruttatori per migliaia di euro. Vivevano nell’ombra, senza assistenza sanitaria, costrette a drogarsi con i loro clienti, spiate ed esposte anche al rischio di covid-19.

Durante l’operazione sono anche stati sequestrati 90.000 euro in contanti, cinque veicoli di fascia alta, tre fucili da caccia, circa 300 grammi di cocaina e marijuana preparati per la vendita.

La tratta di esseri umani in Europa

La tratta di esseri umani in Europa a fine di sfruttamento lavorativo, sfruttamento sessuale ecc è un fenomeno inquietante che coinvolge aguzzini che operano per lo più nel Paese d’orige. In questa categoria rientrano la maggior parte di immigrati provenienti dall’Africa.

Gli ultimi dati diffusi dall’Unione Europea per l’anno 2017-2018 parlano di oltre 26.000 vittime. La stragrande maggioranza di esse nel nostro continente sono ancora donne e ragazze (72%) nel 60 per cento dei casi destinate alla prostituzione. Una vittima di tratta su quattro (22%) è un bambino, e sempre di più gli sfruttatori usano internet per adescare.

I Paesi con il maggior numero di vittime sono state registrate in Francia, Italia, Regno Unito, Paesi Bassi e Germania. Quasi tre quarti dei trafficanti sono uomini europei; la nazionalità dei trafficanti è in primis romena, poi britannica, ungherese, francese, polacca tedesca. Naturalmente i numeri del rapporto europeo sono legati al numero di denunce ciò significa che il fenomeno reale è molto più importante.

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