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Telecamera nascosta filma violenza sessuale a una bambina di 5 anni nella moschea

Telecamera nascosta filma violenza sessuale a una bambina di 5 anni nella moschea

Un testimone dell’accusa in un caso di violenza contro un religioso islamico, Abdulsalam Salaudeen, giovedì, ha raccontato di come avrebbe catturato le immagini dell’imputato, con una telecamera nascosta, nell’atto di violentare una bambina di 5 anni .

Il sig. Ebenezer Omejalile, assistente sociale e consulente in materia di protezione dei minori, ha testimoniato davanti a un tribunale per la violenza domestica e i reati di violenza sessuale nell’area di Ikeja dello stato del Lagos (Nigeria).

È stato patrocinato dal sig. Akin George, procuratore capo dello Stato.

Salaudeen, 43 anni, che risiede al n. 16 di Awoyemi St., Ikotun, Lagos, è accusato di violenza sessuale su minori in contrasto con la sezione 137 della legge penale del Lagos, 2015.

Omejalile ha riferito alla corte che una telecamera nascosta è stata installata in una moschea del Lagos, ha catturato le immagini del religioso islamico mentre sodomizzava un allieva.

Il tesimone ha dichiarato:

Un reporter incaricato dalla comunità ha attirato la mia attenzione su ciò che stava accadendo nella comunità, e delle voci su Alfa Abdulsalam che abusava dei bambini che frequentano la scuola islamica della comunità.
Ho avviato una “ricerca sociale” e alla fine ho ritenuto che tutto quantoo fosse vero“.

Abbiamo scoperto che Alfa Abdulsalam non era solo un religioso, ma era considerato un semidio nella comunità“.

Abbiamo quindi istallato una videocamera laser nelle vicinanze della moschea“.

Il testimone ha detto che la cinepresa ha catturato le immagini di Salaudeen nell’atto di contaminare uno dei suoi allievi, una bambina di cinque anni (nome nascosto).

L’assistente sociale ha affermato che il filmato è stato trasferito su un telefono cellulare e portato all’Unità per la protezione dell’infanzia del Ministero della gioventù e dello sviluppo sociale dello stato del Lagos.

Il personale dell’unità, tuttavia, ha rifiutato di occuparsi della questione, indirizzandolo alla polizia.

All’Unità per la protezione dell’infanzia del Ministero della gioventù, non vollero occuparsi del problema; mi dissero che non volevano vedere qualcosa di insolito.

Ho immediatamente informato l’ufficio del funzionario delle pubbliche relazioni della polizia (PPRO), gli ho dato una copia del filmato che è stato inviato all’allora Commissario di polizia del Lagos (CP), Edgal Imohimi.

Inizialmente, il CP trovava difficile credere al video a causa della sua natura e continuava a chiedermi se ero sicuro della sua autenticità. Gli ci è voluta una settimana per agire.

Nel frattempo, il reporter incaricato continuava a chiamarmi, dicendo che i bambini stavano ancora subendo abusi sessuali da parte del religioso islamico.

Ho chiamato il funzionario delle pubbliche relazioni della polizia chiedendogli di agire immediatamente e informandolo che avrei contattato la stampa. Il 28 dicembre 2018 è stata istituita una squadra per arrestare Alfa“.

La squadra era composta oltre che da se stesso, da agenti di polizia dell’Ufficio investigativo statale (SIB) e dall’Unità di Genere.

Omejalile ha dichiarato che nel giorno previsto per effettuare l’arresto, l’Unità di Genere si è rifiutata di andare con la squadra per arrestare Salaudeen.

Quando la squadra è arrivata a Igando, l’imputato era assente e i membri della comunità hanno fatto resistenza. Al suo arrivo, Salaudeen, finse di ignorare il motivo della presenza della squadra di polizia, anche quando è stato fatto il nome della bambina di cinque anni molestata, ha insistito sul fatto di non esserne a conoscenza.

Siamo andati a casa della bimba molestata e abbiamo incontrato sua madre, la bambina è stata identificata.,

Volevamo portare con noi i 10 alunni del religioso islamico, ma i giovani che si sono radunati sono diventati ostili.

Ho messo da parte uno dei giovani e gli ho mostrato il video che ha immediatamente calmato tutti.

l’Alfa ha resistito e ha ancora detto che non sapeva perché volevano portarlo via; quando gli abbiamo detto che era sugli ordini del CP, ha accettato “.

Omejalile ha affermato che l’imputato è stato portato alla SIB situata a Ikeja, dove ha continuato a negare di aver commesso il reato fino a quando non gli è stato mostrato il filmato.

Quando gli è stato mostrato il video, è scoppiato a piangere e ha ammesso di aver commesso il crimine.

Gli altri 10 bambini della sua scuola islamica sono stati portati al Centro di assistenza minorile situato ad Alakara. Avevamo chiamato i loro genitori per identificarli dopo che erano stati prelevati dalla moschea. ma, l’unità di protezione dell’infanzia del Ministero della gioventù e dello sviluppo sociale dello stato di Lagos ha prelevato i bambini“.

Il giudice Abiola Soladoye ha rinviato il caso al 10 febbraio per il proseguimento del processo.

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1 Comment

  1. Che schifo di ideologia,violentare bambini di 3/4/5 anni..e giustificare che maomettone la permette,pedofilo,che dio di che?

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